Editoriale

 

Anche questa estate si presente molto rovente e non solo sotto l’aspetto climatico ma molto di più sotto quello delle questioni politiche in primis quella dell’immigrazione clandestina. Il mese di Giugno ci ha dato uno spettacolo veramente indecoroso con la sfida lanciata al governo italiano e al Ministro Matteo Salvini da parte di ong fuorilegge che in barba al divieto imposto dal decreto varato dal vicepremier e che impone il divieto di attracco nei porti dell’Italia e con conseguente sequestro della nave che trasporta gli immigrati dall’Africa. Per oltre due settimane l’attenzione della stampa è stata tutta diretta sull’impresa degna dei pirati del settecento ad opera di una trentunenne tedesca di stampo sinistra radical chic con capigliatura rasta che risponde al nome di Carola Rackete, capitana senza stellette della Sea Watch 3. La arrogante e fuorilegge signorina tedesca ha violato tutte le norme di diritto del mare e la legge italiana, forzando il blocco imposto dal Ministro Salvini con il supporto dei colleghi Delle infrastrutture Danilo Toninelli e della Difesa Elisabetta Trenta

Ha attraccato nel porto di Lampedusa dove poi è stata sopposta a fermo e rilasciata il 3 Luglio grazie a un’ordinanza di stampo buonista emessa dal GIP di Agrigento Alessandra Vella. Ora sia netto e ineluttabile il principio che non esiste un diritto ad immigrare come vorrebbero la sinistra globalista e le associazioni che ad essa fanno riferimento, e che ogni Stato opportune, pertanto anche il diritto sacrosanto di  scegliere chi può sbarcare. Fatta questa doverosa precisazione inoppugnabile, appare del tutto evidente la volontà di lobbies internazionali di fare dell’Italia il centro di smistamento di immigrati clandestini che nessuno vuole, e ci sembra scontato che quella in atto appare sempre più un’invasione senza precedenti. Un dato positivo è rappresentato dal calo netto degli sbarchi grazie alle politiche restrittive portate avanti dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini, ma questo non basta e non risolve il fenomeno allarmante. Serve un serio e improrogabile blocco navale a largo della Libia e un’azione congiunta da parte di Marina, Aeronautica e Guardia Costiera per il contrasto alle navi fuorilegge e barchini fantasma che sfuggono alla sorveglianza dei controllori. Questa è una battaglia che bisognerà vincere con costi pesanti e con perspicacia ma mai arrendersi all’arroganza e alle intenzioni criminali di chi sfruttando miseria e ignoranza di esseri umani senza un domani, vogliono guadagnare e arricchirsi scaricando ad altri problematiche e fallimenti che vengono dal passato. Bisogna avere coraggio e andare avanti senza ascoltare i proclami dei buonisti Vaticano in testa che a parole vogliono aiutarli e a fatti si girano dall’altra parte.

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