Afghanistan: quel ritiro degli USA entro fine mese e le reazioni di Onu e Amnesty

Mentre Amnesty chiede a Biden di prolungare la presenza degli USA a Kabul, l’Onu conferma gli aiuti umanitari ben oltre la data di scadenza di fine agosto.

Antonio Guterres

Nella giornata di ieri si è svolto il G7 virtuale tra Stati Uniti, Canada, Germania, Italia, Giappone, Francia e Regno Unito, dedicato all’attuale situazione in Afghanistan.

Nel corso dei vari argomenti trattati, tra cui la gestione dei migranti, gli aiuti umanitari e il timore di cellule di terroristi, il presidente americano Joe Biden ne ha approfittato per confermare la volontà di ritirare tutte le truppe USA dall’Afghanistan entro la fine di questo mese, respingendo così le precedenti richieste di Regno Unito, Francia e Germania.

Vista la situazione, due tra le agenzie più importanti nello scenario geopolitico, l’Onu e Amnesty International, si sono affrettate ad aggiungere le loro reazioni. La prima confermando che la sua attività umanitaria in Afghanistan proseguirà ben oltre il 31 agosto, la seconda chiedendo agli stati del G7 di convincere Biden a cambiare idea.

Le Nazioni Unite lavorano per e con il popolo afghano da decenni. Continueremo a rimanere nel Paese e faremo tutto il possibile sia per la sicurezza del personale che per aiutare la popolazione afghana che ha sofferto così tanto” ha infatti confermato su Twitter il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres.

Riccardo Noury

Mentre Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha criticato il ritiro USA: “Nel discorso di Biden di ieri sera il messaggio sembra essere chiaro: quello che facciamo entro il 31 agosto, poi abbandoniamo tutti gli altri al loro destino. A questo si aggiunge che l’elenco dei governi che stanno ponendo condizioni, se non erigendo muri, rispetto all’afflusso dei rifugiati è sempre più lungo. Nella settimana scarsa che manca al 31 agosto chiediamo agli altri Stati del G7 di persuadere gli Stati Uniti a negoziare un’altra data, perché è evidente che entro il 31, per quanto il ponte aereo possa essere accelerato, non verranno portate via tutte le persone che sono in grande pericolo“.

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