Audizione di Giuseppe Conte al Copasir. Il premier nega coinvolgimento dei servizi segreti italiani nel “Russiagate”

Audizione di Giuseppe Conte al Copasir. Il premier nega coinvolgimento dei servizi segreti italiani nel “Russiagate”

Ieri si è svolta l'audizione del premier Conte al Copasir in merito al presunto coinvolgimento dei servizi segreti italiani sul"Russiagate"

Ieri si è svolto a Palazzo San Macuto, sede del Copasir, il comitato di controllo sui servizi segreti, la deposizione del premier Giuseppe Conte, in merito a una collaborazione fra i servizi segreti italiani e personaggi del “Russiagate”, il caso che sta scuotendo le relazioni internazionali fra USA e Italia e altre nazioni coinvolte. Il Premier Conte ha dichiarato al Copasir che secondo le informazioni da lui in possesso non c’è stata nessun “ingerenza” italiana nell’affare “Russiagate”, e ha ribadito la totale “estraneità ai fatti dei servizi segreti”.

Per onore dei fatti, bisogna ricordare brevemente gli antefatti di questo fosco e nebuloso affare, partendo dai giusti e puntuali chiarimenti che l’amministrazione USA ha chiesto a Giugno all’Italia, per bocca del suo Ministro di Giustizia Barr. L’Attorney General americano ha fatto due viaggi in Italia, il primo ad Agosto quando ha incontrato il capo dell’AISE, Gennaro Vecchione, e il secondo il 24 Settembre quando con la direttrice della CIA ha nuovamente visto i direttori dei servizi segreti italiani. Il centro della discussione e di questi colloqui è stata la presenza in Italia di agenti segreti dell’amministrazione degli USA e su azioni commesse da questi che Washington reputa “illegittime”. Poi, a questo intricato puzzle,si aggiungono anche le relazioni che un oscuro personaggio, il maltese Mifsud avrebbe avuto con un diplomatico americano, al quale avrebbe detto di essere in possesso di messaggi falsi diretti a Hillary Clinton.

Mifsud in quel periodo, il 2016, era docente presso la Link University, università privata il cui presidente e fondatore è l’Ex ministro democristiano Vincenzo Scotti, da anni vicino alle posizioni del Movimento a Cinque di Beppe Grillo. Conte ha poi concluso il suo intervento durato due ore e mezza, avallando dubbi e perplessità sulla presenza di Matteo Salvini a Mosca insieme al suo fattivo e onnipresente  collaboratore Savoini, indagato dalla Procura di Milano per i presunti fondi alla Lega dalla Russia.

Noi, però, vorremmo che il Presidente Conte, frugasse qualsiasi dubbio su questa losca vicenda, per eliminare sospetti e veleni sulla presunta collaborazione dei servizi segreti italiani, e per uscire “puliti” da questa vicenda che sta rischiando di minare le storiche relazioni con il primo partner e alleato dell’Italia, ovverosia gli Stati Uniti d’America.

Categorie
TAGS
Condividi

Commenti

WordPress (0)