Caso D’Alema: sospese le deleghe al direttore di Fincantieri. Affari anche sull’energia

Mentre proseguono le indagini della Procura di Napoli, iniziano le prime sospensioni per il caso della vendita di armi alla Colombia. Ritirate tutte le deleghe a Giuseppe Giordo, direttore di Fincantieri.

La scorsa settimana la Procura di Napoli ha aperto un fascicolo con ipotesi di sostituzione di persona, truffa e falso per una vendita di navi, aerei militari e sommergibili per 4 miliardi di euro al Governo colombiano. Tra i vari nomi coinvolti c’è anche quello di Massimo D’Alema.
Ora, mentre proseguono parallele le indagini sull’azienda Leonardo, l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha deciso di sospendere tutte deleghe nei confronti del Direttore della sezione navi militari, Giuseppe Giordo.

La decisione è stata presa, in via temporanea, in attesa di chiarimenti sul ruolo di Giordo nella vendita di mezzi militari alla Colombia. Per quanto riguarda il coinvolgimento di D’Alema, l’ex premier ha inizialmente minimizzato o escluso di aver mai avuto una parte importante in quello che viene ormai definito Colombiagate, ma negli ultimi giorni sono stati diffusi dei file audio che proverebbero il contrario. In una telefonata in particolare D’Alema menziona la possibilità di un riscontro economico da 80 mln di euro. “Dovevo convincere un interlocutore riluttante” si è poi giustificato “Nell’interesse dell’Italia e non della mia persona”.

Ma sembra che nel giro non ci fosse solo la vendita dei mezzi militari. D’Alema si sarebbe infatti attivato per concludere un’altra operazione in Colombia per conto di una società d’investimento di energie rinnovabili con sede a Londra, la Alliance Renewables Capital Limited, di cui l’ex premier, secondo alcuni messaggi inviati, si è qualificato come Advisor.

Già qualche giorno fa, nel corso di un’intervista, D’Alema ammise che in tutta questa storia “La mia società avrebbe avuto dei vantaggi nel campo dell’energia, delle infrastrutture, in rapporto alle aziende private con cui collaboro”. Un progetto parallelo a quello della vendita di mezzi militari, denominato Las Marias, in cui la Alliance Renewables Capital Limited doveva investire nell’acquisto di quote della Ayc solutions, una società con sede a Medellin, per 13,2 milioni nel fotovoltaico. Una manovra che, a quanto pare, doveva passare per Fincantieri e Leonardo.

Su alcune mail di D’Alema, dove in copia-conoscenza appare anche l’ex paramilitare colombiano Edgar Ignacio Fierro, si legge infatti “Sto aspettando la copia del contratto per l’acquisto di energia per Las Marias” e pochi giorni dopo l’ex premier scrive “Io posso inviate un impegno di no disclosure, se è necessario Lo faccio firmare al Ceo di Alliance Renewables e lo firmo anche io come Advisor”. E infine “Se ci saranno risposte positive c’è sicuramente interesse all’acquisto. Non appena la verifica sarà completata, faranno un’offerta”. Offerta, non vincolante, che in effetti è stata poi firmata dal direttore del fondo Roberto Scognamiglio il 27 gennaio.

Intanto Lega, Forza Italia, Leu, Italia viva e Fratelli d’Italia hanno presentato delle interrogazioni in Parlamento per chiedere di chiarire questa storia. La scorsa settimana Lorenzo Guerini, Ministro della difesa della Repubblica Italiana, ha confermato che Leonardo e Fincantieri avevano avviato “Indagini interne per chiarire le questioni aperte, i cui risultati saranno oggetto di approfondimento e valutazione degli organi societari e delle istituzioni”. Indagini che hanno convinto l’Ad di Fincantieri a sospendere Giordo. Per quanto riguarda l’altra società coinvolta, la Leonardo, il 5 aprile prossimo l’amministratore delegato Alessandro Profumo verrà ricevuto in audizione alla commissione Difesa del Senato.

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