Con il Decreto Ucraina i 50mila dell’organico confermati fino a giugno, Anief chiede di collocarli in organico per sempre: necessari anche a pandemia finita.

Con il Decreto Ucraina i 50mila dell’organico confermati fino a giugno, Anief chiede di collocarli in organico per sempre: necessari anche a pandemia finita.

“Dobbiamo ricordarci che i circa 50mila docenti e Ata assunti a seguito della pandemia da Covid19 - dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – corrispondono ad appena un quinto dei posti tagliati negli ultimi dodici anni nell’indifferenza dei tanti governi che si sono succeduti nel frattempo. Se davvero si vuole rilanciare l’Istruzione in Italia, grazie anche agli oltre 15 miliardi del Pnrr, allora voltiamo pagina e cancelliamo una volta per tutte gli effetti nefasti del dimensionamento avviato nel 2008 con la Legge 133. Anief ha già chiesto di inserire a regime negli organici tutti i docenti e Ata cosiddetti Covid19, prima con un emendamento alla Legge di Bilancio 2022, poi anche nel decreto Sostegni Ter e ribadito ad inizio marzo. Ora, attendiamo una risposta dal Parlamento. Di sicuro – conclude Pacifico – noi non ci fermeremo, perché le nostre scuole hanno estremo bisogno di queste professionalità”.

È arrivato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ucraina con le misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi dovuta all’invasione. Per la scuola è stato incrementato il Fondo per l’emergenza epidemiologica da COVID-19, per l’acquisto di dispostivi di protezione, l’igiene individuale e degli ambienti, con un limite di spesa di 30 milioni di euro nel 2022. Tra le misure, c’è anche la proroga dei contratti Covid, per i quali vengono destinati altri 170 milioni, con una novità: se nella bozza del decreto riaperture e nel comunicato del governo si lasciava intendere che la proroga dei contratti docenti e ATA anche dell’infanzia (dove la scuola termina il 30 giugno) non andasse oltre il 15 giugno, nel rinnovato articolo 36 si riporta che il termine dei contratti già “prorogati fino al 31 marzo 2022, può essere prorogato fino al termine delle lezioni dell’anno scolastico 2021/2022, e comunque non oltre il 15 giugno 2022, salvo che per le scuole dell’infanzia statali di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59 nelle quali il termine è prorogato fino e non oltre il 30 giugno”.

Anief reputa importante avere ottenuto questo risultato, frutto dell’azione del giovane sindacato che ha sempre creduto in questo genere di soluzione. A questo punto, però, Anief non si ferma. E rilancia, invece, la necessità di inserire tutti i posti dell’organico Covid in organico di diritto, quindi non associato all’emergenza pandemica ma alla estrema necessità delle scuole di tali professionalità.

“Dobbiamo ricordarci che i circa 50mila docenti e Ata assunti a seguito della pandemia da Covid19 – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – corrispondono ad appena un quinto dei posti tagliati negli ultimi dodici anni nell’indifferenza dei tanti governi che si sono succeduti nel frattempo. Se davvero si vuole rilanciare l’Istruzione in Italia, grazie anche agli oltre 15 miliardi del Pnrr, allora voltiamo pagina e cancelliamo una volta per tutte gli effetti nefasti del dimensionamento avviato nel 2008 con la Legge 133. Anief ha già chiesto di inserire a regime negli organici tutti i docenti e Ata cosiddetti Covid19, prima con un emendamento alla Legge di Bilancio 2022, poi anche nel decreto Sostegni Ter e ribadito ad inizio marzo. Ora, attendiamo una risposta dal Parlamento. Di sicuro – conclude Pacifico – noi non ci fermeremo, perché le nostre scuole hanno estremo bisogno di queste professionalità”.

 

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