Csm, si dimette il consigliere Morlini

Csm, si dimette il consigliere Morlini

Viene avviata una azione disciplinare nei confronti di tutti i consiglieri togati autosospesi

La bufera sulle procure italiane non accenna a placarsi. Si è appena dimesso dal Consiglio superiore della magistratura Gianluigi Morlini che, insieme agli altri consiglieri togati, Corrado Cartoni, Antonio Lepre, Paolo Criscuoli, si è autosospeso la settimana scorsa per la vicenda degli incontri con l’ex presidente dell’Anm Luca Palamara ed il deputato Luca Lotti, in merito alla nomina del nuovo procuratore di Roma (La foto è di Libero Quotidiano). Morlini, esponente di Unicost, che ieri aveva già dato le dimissioni dal suo gruppo, ha comunicato la sua decisione con una lettera indirizzata al vicepresidente del Csm David Ermini. “Nel clima mediatico ormai creatosi, pochi sembrano volere distinguere e analizzare separatamente le diverse situazioni e le diverse responsabilità di tutti i soggetti che sono stati a vario titolo coinvolti in vicende tra loro del tutto diverse – scrive. – Le dimissioni sono l’unico modo per tutelare l’Istituzione, anche se, in questo momento davvero terribile, ritengo umiliante essere accomunato a chi ha fatto anche solo alcune delle cose che si leggono”. Morlini ribadisce quindi la sua totale estraneità ai fatti. “Il mio unico errore è stato quello, una volta trovatomi al posto sbagliato nel momento sbagliato, di non avere immediatamente preso le dovute contromisure, andandomene e astenendomi dal parlare di vicende consiliari – continua nella lettera. – Ribadisco innanzitutto di essere del tutto estraneo alle diverse questioni delle quali si è parlato sui media. So però di avere compiuto un errore dovuto a leggerezza: casualmente e in modo non programmato, in quanto invitato solo pochi minuti prima da un collega del quale mi fidavo, ho raggiunto ad un dopo cena alcuni magistrati consiglieri ed ex consiglieri del Csm; all’incontro è successivamente e per me inaspettatamente intervenuto l’onorevole Lotti (poi da me mai più visto né incontrato), senza che io lo sapessi o lo potessi prevedere; pur essendomi congedato prima che la serata terminasse, non mi sono immediatamente allontanato, nonostante tutti noi parlassimo di questioni consiliari”.

L’azione disciplinare

La decisione di dimettersi dal Csm arriva dopo aver appreso che il Procuratore generale della Cassazione, Riccardo Fuzio, ha avviato nei suoi confronti e nei confronti degli altri togati l’azione disciplinare. I consiglieri si erano impegnati a decidere, entro la fine della settimana, se tornare al Csm, come vorrebbero e come gli chiede di fare la corrente di Magistratura Indipendente, o se dimettersi, come invece sollecita  l’Anm. L’avvio dell’azione disciplinare non comporta automaticamente la sospensione dal Csm, che è facoltativa.

In questo quadro rischiano il trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale i pm di Roma Luca Palamara e Stefano Rocco Fava, indagati dalla procura di Perugia. La prima commissione del Csm potrebbe prendere una decisione già nei prossimi giorni. Al vaglio c’è anche la posizione dell’ex consigliere del Csm Luigi Spina, che si è dimesso dopo il caos di queste settimane.

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