editoriale

I risultati di ieri sul referendum e sulle regionali dimostrano due cosa fondamentali: una sinistra che non riesce a sfondare ed è tenuta in piedi solo dalla paura del covid e dalle lobbies internazionali che vogliono in Italia un governo filo europeista e obbediente a Merkel e Macron, e un centrodestra forte ma che ancora non riesce a fare cappotto dell’avversario. con un unico partito vincente che senza giri di parole è FDI di Giorgia Meloni, che dopo decenni di strapotere rosso riesce a strappare alla sinistra la regione marche con il netto successo  di Francesco Acquaroli. Per il resto nella regione da sempre più a sinistra d’Italia. la Toscana il PD ha tenuto bene ma con l’appoggio del partitino di Matteo Renzi che però ne esce con le ossa rotte. In Puglia si conferma Michele Emiliano che a dispetto delle previsioni dei giorni scorsi si afferma e vince su Raffaele Fitto anche se con pochi punti percentuali, grazie alla rete di liste, associazioni e di logiche clientelari che ha saputo mettere su in questi anni alla presidenza della regione. Archiviate le elezioni regionali ora si pensi a lavorare bene e a riprendersi la guida del paese  fino ad ora nelle mani di dilettanti allo sbaraglio e di personaggi come Giuseppe Conte che da sconosciuto avvocato del popolo grazie una minuziosa macchina mediatica del terrore  per il covid-19 dal 31 gennaio si è blindato a palazzo Chigi, distante e lontano dalla maggioranza del paese che è di  centrodestra e che vuole una nuova Italia molto diversa da quella che le scellerate politiche dei grillini  e del PD in primis dall’immigrazione per finire alla scuola stanno buttando nel baratro più grande e profondo

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