Editoriale

Se mi avessero chiesto dieci anni fa una previsione sulla vita e sulla società di oggi non avrei mai pensato di descrivere la desolazione e il clima da film horror stile Stanley Kubrick, in cui il Mondo è piombato da due anni. Le parole terrificanti ricorrenti nel quotidiano nella testa di ogni cittadino degli ultimi due anni, sono state due ovverosia: Covid-19 e Lockdown. Oggi come se le prime non bastassero, possiamo aggiungere un’altra la più esecrata del Mondo che da sempre ha evocato paura e morte: la guerra. Dal 24 Settembre il conflitto già ampiamente prevedibile da anni, fra la Russia zarista dell’ ex agente del KGB Vladimir Putin, il cui sogno da sempre è la ricostituzione dell’ex Unione Sovietica, e l’Ucraina dell’ex comico cabarettista Volodymir Zelensky, che dopo anni di bombardamenti nel Donbass con migliaia di civili morti, vorrebbe ergersi a Paladino in Europa e difensore contro il mostro russo che minaccia l’Occidente. La inevitabile conseguenza di queste tre circostanze terribili, tutte volute e programmate da tempo, è la ormai la galoppante e inarrestabile crisi economica e sociale in cui l’Italia, l’Unione Europea e il Mondo stanno vivendo senza eguali dalla fine della seconda guerra mondiale. Per comprensibile partigianeria l’attenzione mia è rivolta all’Italia che purtroppo a differenza di altri paesi sconta politiche aberranti e scellerate dei governi di centrosinistra non eletti da nessuno che da dieci anni imperano e soffocano la nazione. Fra chiusure di numerose attività economiche fondamentali per l’economia del paese, aumento dei prezzi stellare di benzina e beni essenziali, l’Italia si avvia a una recessione economica masi vista prima d’ora. L’inettitudine del PD, la piroetta di Matteo Salvini e l’atteggiamento ambiguo dell’ormai ininfluente Forza Italia, da anni stessa musica della sinistra, con l’unica vera eccezione che si chiama Fratelli D’Italia, ha fatto sì che il paese si avviasse sull’orlo del baratro senza che il popolo, sarebbe meglio dire il ”gregge” battesse ciglio. Meditate gente, meditate, diceva uno spot di Renzo Arbore degli anni ottanta. Non c’è peggior lockdown di chi non vuole capire.

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