Esplosione Rocca di Papa, interrogati tre operai italiani fuggiti dopo lo scoppio

Esplosione Rocca di Papa, interrogati tre operai italiani fuggiti dopo lo scoppio

Alcune persone raccontano di aver visto gli uomini bucare la conduttura e poi scappare via. Ancora non sono indagati. Rimane grave la bambina di 5 anni ed il sindaco rimasto gravemente ustionato

L’esplosione, avvenuta ieri mattina a Rocca di Papa in corso Costituente presso la sede comunale, potrebbe essere stata causata dalla negligenza, dall’errore umano e dal mancato allarme di tre operai che avevano iniziato i carotaggi sulla pavimentazione della strada. Alcune persone, sentite già dai carabinieri, li avrebbero infatti visti bucare la conduttura e scappare via (la foto è di TPI). Secondo le prime ricostruzioni compiute dagli inquirenti, gli uomini, tutti italiani e impiegati in una ditta molisana a cui aveva fatto ricorso la TecnoGeo per eseguire le analisi nel sottosuolo, avevano bucato il terreno con una trivella, intaccando la conduttura di metano. A quel punto però, piuttosto che dare l’allarme, sembra che abbiano ricoperto il foro con uno straccio e siano scappati senza dare l’allarme. Il metano si è propagato fuoriuscendo in strada per diverso tempo prima dell’esplosione.

Dal momento in cui gli operai sono stati visti allontanarsi dal piccolo cantiere fino alla deflagrazione sono passati almeno 40 minuti. E le forze dell’ordine, carabinieri e polizia, sono arrivati sul posto quando la facciata dello storico palazzo comunale ed alcuni muri interni erano già crollati, i vetri delle finestre esplosi e le persone erano scese in strada urlando per chiedere aiuto. I militari sono riusciti ad intercettare i tre operai solo quando stavano già nei pressi di Isernia. Ora la procura si chiede se la loro fuga sia stata dettata dalla paura, dopo aver compreso il danno provocato. Per capire questo e se la foratura sia stata accidentale o meno, gli uomini sono stati ascoltati per ore ieri dal pm Giuseppe Travaglini della procura di Velletri e le loro apparecchiature sono già state messe sotto sequestro.

Al momento gli operai non sono indagati ma la loro posizione è al vaglio e la fuga, se così fosse, gli potrebbe costatare anche il mancato allarme e l’omissione di soccorso. Gli inquirenti indagano per disastro colposo, lesioni gravi e gravissime.

I feriti

In totale sono 16 i feriti per l’esplosione, tra cui tre bambini che si trovavano nel vicino edificio che ospita la scuola per l’infanzia Centro urbano. Rimangono gravi le condizioni di una di loro di 5 anni, portata al Bambino Gesù in codice rosso con un severo trauma facciale e cranico. Altri due, colpiti da schegge di vetro e calcinacci, sono stati ricoverati all’ospedale di Frascati. Il più grave di tutti è il sindaco di Rocca di Papa Emanuele Crestini, portato prima all’ospedale di Tor Vergata e poi al Sant’Eugenio per ustioni al volto e alle braccia: è stato l’ultimo a lasciare l’edificio. Ustionati anche un impiegato comunale e il comandante della polizia locale.

I racconti

“Stavamo lavorando quando abbiamo sentito un boato fortissimo. Siamo usciti fuori dal bar di corsa e abbiamo visto fumo provenire dalla zona del Comune – ha raccontato Stefano, titolare di un bar sulla piazza a pochi metri di distanza dalla sede del Comune di Rocca di Papa. – Ci siamo precipitati lì sapendo che accanto c’è la scuola e con diverse persone ci siamo adoperati per far evacuare i bambini dall’altra parte della scuola. Lo scenario era bruttissimo perché uscivano persone a piedi dal palazzo del Comune con ustioni e non sapevamo se dentro ci fosse ancora qualcuno”.

Il vicesindaco Veronica Giannone ha spiegato la dinamica dei lavori iniziati ieri mattina. “Erano in corso dei lavori di carotaggio sul corso principale, di fronte al Comune – ha specificato. – Uno studio era incaricato di fare delle indagini geognostiche e sembra ci sia stata la rottura di un tubo del gas. Non abbiamo fatto neanche in tempo a sentire l’odore che c’è stata l’esplosione, non ci siamo neanche accorti di quello che stava succedendo”.

Intanto Italgas, società che gestisce gli impianti in quella zona, ha fatto sapere in una nota che “dai primi rilevamenti è stato possibile accertare che la dispersione di gas, da cui ha avuto origine l’esplosione, è stata provocata dal danneggiamento di una tubazione da parte di un’azienda terza, estranea a Italgas, che stava effettuando rilevazioni sul sottosuolo davanti al palazzo comunale”.  Il che complica la posizione dei tre operai.

 

 

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