Giorno del Ricordo, oggi il pensiero va al massacro delle foibe. Mattarella: “Sciagura nazionale”

Giorno del Ricordo, oggi il pensiero va al massacro delle foibe. Mattarella: “Sciagura nazionale”

"Oggi il vero avversario da battere sono l'indifferenza, il disinteresse e la noncuranza", ha detto il Capo dello Stato. Per Salvini è folle chi nega la Shoah e le foibe

Oggi è il giorno della memoria per non dimenticare uno degli avvenimenti più dolorosi della storia italiana e dell’umanità, gli eccidi ai danni di militari e civili, in larga prevalenza italiani autoctoni della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia, avvenuti durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato secondo dopoguerra da parte di partigiani jugoslavi e dell’OZNA. Il nome deriva proprio dai grandi inghiottitoi carsici, che vengono appunto chiamati “foibe” dove furono gettati molti dei corpi delle vittime.

Dopo la sconfitta dell’Italia nella seconda guerra mondiale, Istria, Fiume e Zara, allora territorio italiano, vengono cedute alla Jugoslavia. Il passaggio comporta una serie lunghissima di violenze perpetrate dai partigiani comunisti guidati da Josip Broz, conosciuto come “Tito”, nei confronti di tutti coloro che si considerano nemici della costituzione di una federazione comunista jugoslava sotto la leadership di gruppi dirigenti di origine serba.

La tragedia ha avuto proporzioni immense. Si stima che tra il 1943 e il 1947 gli esuli italiani costretti a lasciare le loro case siano stati almeno 250 mila con circa 20 mila vittime. Diverse migliaia tra queste, tra le 4 mila e le 6 mila hanno perso la vita all’interno delle foibe in modo veramente disumano. Secondo le ricostruzioni infatti i condannati venivano legati l’uno all’altro con un lungo fil di ferro stretto ai polsi e disposti lungo gli argini delle foibe. A quel punto i membri delle milizie titine sparavano solo ad alcuni che una volta colpiti cadevano nelle grotte portandosi dietro l’intera fila.

Per ricordare questi terribili avvenimenti tante sono state le iniziative. Al Senato è andata in scena una cerimonia ufficiale alla presenza presidenti dei due rami del Parlamento, Elisabetta Casellati e Roberto Fico mentre a Milano è stato intitolato il giardino di via Einstein alla memoria di Norma Cossetto, la studentessa istriana, stuprata e gettata viva in una foiba nei pressi di Villa Surani.

Per il Capo dello Stato il massacro delle foibe è “una sciagura nazionale” che ha avuto la giusta risonanza solo nel 2004 quando il Parlamento ha istituito, a larghissima maggioranza, il giorno del Ricordo. “Per molto tempo, inoltre, le persecuzioni contro gli italiani in Dalmazia, Istria e Venezia Giulia, sono state ignorate, rimosse o addirittura negate – ha sottolineato Mattarella. – Ed è soprattutto grazie alla lotta strenua degli esuli e dei loro discendenti se oggi, sia pure con lentezza e fatica, il triste capitolo delle Foibe e dell’esodo è uscito dal cono d’ombra ed è entrato a far parte della storia nazionale, accettata e condivisa. Conquistando, doverosamente, la dignità della memoria“. Secondo il presidente della Repubblica “esistono ancora piccole sacche di deprecabile negazionismo militante. Ma oggi il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è quello dell’indifferenza, del disinteresse, della noncuranza, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi. Questi ci insegnano che l’odio la vendetta, la discriminazione, a qualunque titolo esercitati, germinano solo altro odio e violenza“.

Gli ha fatto eco anche Matteo Salvini che ha definito “folli” le persone negano la Shoah e le foibe. “Oggi – ha ribadito il leader della Lega – è una giornata importante che dovrebbe unire tutto il Paese in nome del ricordo di tutte queste migliaia di donne, uomini e bambini massacrati solo in quanto italiani. Una vera e propria pulizia etnica fatta dai comunisti slavi e non solo. E’ necessario onorare il ricordo del passato perché non accadano mai più bestialità simili in futuro. Spiace che ci sia ancora qualcuno che ritiene che ci siano morti di serie A e morti di serie B e che questi italiani siano un po’ meno morti perché morti per mano comunista“.

Purtroppo per molti le foibe non esistono, soprattutto tra gli esponenti della sinistra e le lapidi oltraggiate sono una triste consuetudine nell’imminenza del Giorno del Ricordo. Per troppi militanti le Foibe non furono altro che la reazione alla guerra d’aggressione dichiarata dai fascisti ma la realtà è ben diversa: quei martiri furono assassinati solo in quanto italiani. Dunque, c’è ancora molto da fare per raggiungere un ragionevole grado di civiltà politica nell’Italia che non riesce a liberarsi dalle sue gabbie ideologiche.

E’ proprio vero. La morte è morte e quella delle foibe è una pagina dolorosa, inumana che va ricordata per spiegare alle nuove generazioni, al nostro futuro, che la violenza, l’odio sono le forme più brutali in cui si può dimostrare la propria forza. Le persone intelligenti dialogano ed accettano gli altri. Nel 2020 non si possono più accettare gesti del genere, soprattutto se viviamo in un paese democratico, cioè di tutti.

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