Governo, parte il Conte bis

Governo, parte il Conte bis

Mattarella gli ha affidato l'incarico di formare il nuovo governo sulla base dell'intesa politica tra M5S e Pd. Restano da sciogliere i nodi dei ruoli e dell'incarico a Di Maio. Per Salvini si profila un Monti bis e bisogna tornare al voto

Dopo due giorni di consultazioni il finale che si è venuto a profilare è abbastanza scontato: Mattarella ha chiamato Conte al Quirinale per affidargli l’incarico di formare un nuovo governo in base all’intesa raggiunta, con non poca fatica, tra Pd e M5S. Lui ha accettato con riserva e oggi stesso avvierà le consultazioni a Palazzo Montecitorio per dare vita all’esecutivo.

Parte quindi il tentativo del Conte bis con non poche perplessità dato che sul tavolo resta il nodo del ruolo che ricoprirà Luigi Di Maio ed il voto sulla piattaforma Rousseau. Addirittura il pentastellato pare abbia rifiutato la proposta della Lega di fare il premier. “Si parla di me, ma la Lega mi aveva offerto la presidenza del Consiglio e ho detto no. Per me viene prima il bene del Paese”, ha spiegato, lanciando anche un duro attacco agli ex alleati: “Una forza politica ha staccato la spina al governo dopo il rimborso ai truffati delle banche, il reddito di cittadinanza, nuove politiche sulla immigrazione e che si era guadagnato il rispetto europeo”. Insomma è chiaro che lo strappo tra le due forze politiche non si può affatto ricucire, a meno che non avvenga un miracolo come la coalizione tra i Cinque stelle e i Dem, impossibile fino a qualche mese fa.

L’accordo politico è stato però raggiunto e proprio Zingaretti ieri a colloquio con Mattarella ha parlato di “un governo di svolta”. Quindi “nessuna staffetta”, ma anzi una “nuova sfida” che segni “una nuova stagione politica” e che abbia una chiara discontinuità anche “delle ricette economiche in chiave redistributiva e di equità sociale” e che promuova “uno sviluppo economico verde“.

Chi ne esce sconfitto è Matteo Salvini che, dopo essere stato ricevuto al Quirinale poco prima delle 18, ha parlato di un “sconcerto” di fronte a un “indecoroso teatrino” che è stato rappresentato al presidente della Repubblica. “Conte ha trovato maggioranza su indicazione del G7, sta arrivando il Monti bis – ha spiegato il ministro uscente. – Un premier su indicazione di Parigi, Berlino, Bruxelles. A qualcuno dava fastidio un governo che stava restituendo orgoglio, sovranità e futuro alle famiglie italiane”.

In tutto questo marasma di attacchi tra forze politiche e coalizioni improbabili una voce fuori dal coro non poteva che essere Beppe Grillo che, in un post sul suo blog, ha avanzato la proposta di un Consiglio dei ministri composto da non politici. “Oggi è l’occasione di dimostrare a noi stessi ed agli altri che le poltrone non c’entrano nulla: i ministri vanno individuati in un pool di personalità del mondo della competenza, assolutamente al di fuori dalla politica”, si legge nel post. Un paradosso, come lui stesso avrebbe chiarito in una telefonata a Di Maio.

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