La drammatica fine dell’ambasciatore Attanasio e del carabiniere Iacovacci sono la conseguenza del flop in Africa

La drammatica fine dell’ambasciatore Attanasio e del carabiniere Iacovacci sono la conseguenza del flop in Africa

L'assassinio in Congo dell'ambasciatore Attanasio e del carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci, sono la dimostrazione del fallimento delle politiche italiane e dell'occidente nel continente africano

Ieri nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, a piazza del Popolo a Roma, si sono svolte le esequie dell’ambasciatore nel Congo Luca Attanasio e del carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci, alla presenza delle autorità civili e militari. Archiviata la funzione religiosa con tutti i meritati onori per questi due degni rappresentanti dell’Italia, rimane in tutti una grande rabbia e per quanto ci riguarda, anche una grande incredulità e impotenza per quanto accaduto. Quando ci è giunta in redazione la notizia del barbaro e vile assassinio dei nostri due connazionali, la reazione istintiva è stata di stupore e grande amarezza. Quando le notizie sull’accaduto si sono materializzate in tutta la loro gravità, e si delineavano meglio i caratteri della storia, siamo passati dallo stupore a una dura realtà. Da tutta questa drammatica vicenda si evincono due aspetti molto poco chiari che il governo ha l’obbligo morale di spiegare, ovverosia la totale assenza di una efficace protezione per il nostro rappresentante diplomatico al cui seguito vi era solo un militare dell’arma, e un peso specifico dell’Italia pressoché inconsistente nel continente africano. Appare scontato che la vita umana in tanti paesi dell’Africa vale zero, ma è deleterio che non venga data tutela e adeguata protezione a chi rappresenta uno stato estero e svolge una funzione molto delicata quale quella della diplomazia. Ora, come al solito, piangere e recriminare per le due giovani vite spezzate è ipocrita e privo di senso, ma chiedersi se potevano essere salvati e quindi evitare la morte dei due servitori dell’Italia, questo è doveroso per una società civile. Altra domanda a cui i rappresentanti del governo devono rispondere è in sintesi questa:” Quale dev’essere il compito dell’Italia nel contesto africano, e quali politiche della cooperazione mettere in atto?”. Se analizziamo i risultati di anni di cooperazione italiana e dell’occidente, ci accorgiamo che i risultati sono veramente deludenti, e non solo sulle questioni economiche di, ma in primis di ordine politico alla luce delle guerre in atto in vari paesi africani, e di un caos che regna sempre di più. Il continente “nero” come da anni i mass-media chiamano l’Africa, non può essere una realtà a sé e una grande polveriera che in qualsiasi momento può esplodere, ma una realtà geopolitica ben delineata che ha bisogno di interventi cruciali e anche impopolari volti a ristabilire un ordine sociale inesistente e a far sì che gli africani possano avere un domani nel loro paese, senza intraprendere viaggi pericolosi e organizzati da gente senza scrupolo, il cui unico e solo obiettivo e arricchirsi sulle disgrazie dei più poveri

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