L’economia italiana è finita, fra MES e Unione Europea

L’economia italiana è finita, fra MES e Unione Europea

la firma dell'accordo per i recovery found una sorta di MES mascherato sarà una vera fossa per l'economia e per l'Italia. Chi si illude di uscire dalla crisi così piangerà dopo quando l'unione europea chiederà indietro i soldi che grava sui conti degli italiani

Non bisogna nemmeno più dire che non sono arrivati i soldi per le partite IVA ( i famosi 600 euro promessi dal premier Giuseppe Conte e da Gualtieri da oltre due mesi), ma nemmeno si capisce più a cosa servano i discorsi di Giuseppi dato che non vengono date indicazioni per le imprese ed i privati, i quali non sanno più come fare a vivere per via dell’emergenza sanitaria Covid-19. In un paese normale, almeno queste indicazioni sarebbero state date attraverso le opportune politiche economiche di nazionalizzazione dell’Economia, attraverso una banca pubblica collegata al dipartimento del tesoro che eroga moneta parallela all’Euro nei momenti di crisi ( anche uscire direttamente dall’Unione Europea a questo punto, come viene indicato nel TFUE, mediante manifestazione unilaterale).

La gente non dovrebbe sorprendersi che l’approvazione del MES era avvenuta già molto prima del 23 Aprile, con ovvia esultanza del fido siamese della Lagarde, Gualtieri. Infatti era avvenuta l’approvazione da parte dell’Eurogruppo e sopratutto nonostante Conte già a Marzo aveva già comunicato che non avrebbe approvato il MES, esso è stato inserito nel pacchetto denominato come Recovery Found. Infatti questo pacchetto premi dei nostri amiconi della UE non è altro che un fondo garantito dal bilancio dell’Unione Europea, il cui finanziamento nei confronti dell’Italia sarà attraverso la raccolta dei titoli di debito comune degli Stati per poi produrre liquidità all’Italia. Cosa significa questo? In primis che attraverso i titoli di stato verranno venduti all’Unione Europea e di cui una stessa parte sarà liquidità di finanziamento, ovvero ci danno i nostri stessi soldi indietro, o meglio la nostra ripresa avverrà con i nostri stessi soldi che Conte però ha difficoltà a dare forse perché ancora molti credono nella falsità del debito pubblico o del vincolo di pareggio di bilancio oppure hanno ancora paura dell’inflazione credendo nel mito delle tasse.

Forse Giuseppe Conte e Gualtieri dovrebbero studiare ciò che diceva Keynes il più grande economista della storia, padre del concetto d’interventismo statale nell’economia, dove il deficit e l’inflazione venivano utilizzati come scudo per creare nuova occupazione. Infatti non a caso solamente così gli Stati Uniti d’America riuscirono a riprendersi dopo la crisi del 1929 ( si parla del New Deal degli anni ’30). Ma forse sono troppo impiegati a piegarsi alla Lagarde, a Draghi e ai loro degni compari della BCE. Non si dimentica che nel pacchetto approvato del 23 Aprile che verrà attivato a Giugno, conterrà anche il MES, un debito dal quale l’Italia non si riprenderà nemmeno in 30 anni di lavoro. Giuseppi, grazie sei il migliore statista della storia della nostra Repubblica.

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