Lucca, la Cassazione conferma i 30 anni per l’assassino della donna data alle fiamme

Lucca, la Cassazione conferma i 30 anni per l’assassino della donna data alle fiamme

La brutale violenza risale al 2 agosto del 2016. Ancora una volta un uomo che non si rassegnava alla fine della relazione

Un ennesimo femminicidio, un’altra povera donna uccisa barbaramente perché il suo compagno non accettava la fine della loro storia d’amore. Ma, almeno in questo caso, si può dire che giustizia è stata fatta. La Cassazione ha confermato i 30 anni di reclusione per Pasquale Russo, l’uomo che il 2 agosto 2016 ai magazzini dell’ex ospedale del Campo di Marte a Lucca cosparse di benzina e diede fuoco a Vania Vannucchi. La donna di 46 anni ebbe ustioni nel 90 per cento del corpo e morì all’ospedale di Pisa il giorno dopo.

I giudici ermellini hanno confermato la sentenza della Corte d’appello d’assise di Firenze, riconoscendo anche le aggravanti della crudeltà e dello stalking e facendo cadere soltanto l’ipotesi della premeditazione.

Il delitto

Il dramma si era consumato attorno alle 13 del 2 agosto. La raccapricciante scena del delitto era stato ripresa, parzialmente, da una telecamera di videosorveglianza. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due si erano incontrati in un piazzale vicino all’obitorio sul retro dei magazzini dell’ex ospedale, ma era scoppiato subito un violento litigio. Russo, che non si dava pace per la fine della relazione, aveva perso la testa dopo il nuovo rifiuto della donna, che si sentiva ormai perseguitata tanto da confessare le sue angosce alle amiche. Lui le era perfino entrato in casa, di notte, per rubarle il cellulare. Una scusa banale per vederla ancora una volta. La povera Vania c’era cascata. Voleva indietro il suo telefono e sperava di poter chiudere definitivamente i rapporti con quell’ex che per lei era diventato un incubo. Ma si sbagliava. Dopo l’ennesima discussione nel piazzale, si era allontanata ma il suo carnefice l’aveva aggredita alle spalle e le aveva dato fuoco.

Purtroppo questo gesto così brutale, che sia con il fuoco, la benzina o più comunemente con l’acido, spesso finisce nelle cronache di tutti i giornali. E’ come se l’uomo volesse confermare la sua autorità e far capire alla donna che se non può essere sua non sarà più di nessun altro. E’ un modo squallido e crudele per annientarla. La povera Vania ha lottato per la sua vita ma alla fine è morta per mano del suo assassino che diceva di amarla. Ora però, in un altro modo, anche la vita del suo aguzzino è stata rovinata per sempre…

 

Categorie
TAGS
Condividi

Commenti

WordPress (0)