L’ultimo addio a  Nonna Peppina, volto simbolo del terremoto del 2016

L’ultimo addio a Nonna Peppina, volto simbolo del terremoto del 2016

Se ne è andata tra l'affetto dei suoi cari, la nonna simbolo del terremoto del Centro Italia, Nonna Peppina; la sua battaglia per non abbandonare la sua casa distrutta ha commosso l'Italia intera tanto che il Presidente Mattarella lo scorso Febbraio l'ha nominata Commentatore della Repubblica

Una figura che rimarrà impressa nelle menti e nei cuori di tutti noi. Giuseppina Fattori, conosciuta da tutti come Nonna Peppina, nonostante la sua età,ha combattuto fino alla fine per non abbandonare la sua casa distrutta dal sisma.  Grazie a questa battaglia, è diventata il  simbolo del terremoto del Centro Italia tanto che nel Febbraio 2021, il  Presidente, Sergio Mattarella l’ha nominata “Commentatore della Repubblica”.

Nata e cresciuta a Macerata, nella frazione di San Martino, il  26 Novembre avrebbe compiuto 99 anni. La sua storia ha commosso l’Italia intera: rimasta senza casa a causa del terremoto, ma ferma nella sua decisione di non abbandonare la sua abitazione, decise di costruirne una provvisoria di legno, proprio vicino al suo luogo del cuore, dove ha vissuto per anni insieme al marito. Con il tempo, si sono susseguiti diversi problemi legati alla costruzione. Dopo una segnalazione anonima,  ci fu il sequestro dell’immobile, disposto dal giudice perchè dichiarata abusiva non avendo il permesso paesaggistico. La donna fu costretta a lasciare la sua casa e tornò ad abitare in un container dove si ammalò per il freddo e fu costretta ad andare via.

“Quando ci fu il sequestro due carabinieri forestali portarono mamma fuori di casa, era sola, trattata come una delinquente, è inaccettabile” ha dichiarato una delle figlie.

E da qui ebbe inizio una lunga battaglia legale e mediatica.  Telecamere, giornalisti, avvocati, ma tutta Italia era dalla sua parte. Grazie ad un decreto chiamato appunto “Salva Peppina”, emendamento che fu varato  l’anziana donna riuscì a vincere questa battaglia, la casetta di legno fu dissequestrata e riuscì a tornarci.  I tre imputati furono assolti dall’accusa di abuso edilizio grazie al pagamento di un’ammenda al comune. E in questa casa provvisoria, nonna Peppina se ne è andata tra l’affetto delle sue figlie, Agata e Gabriella e dei suoi cari, dei suoi compaesani e  dei tanti che hanno seguito la sua storia e che hanno avuto il piacere di conoscerla, non riuscendo però a vedere ricostruita la sua vera casa.

Una storia fatta di forza e di coraggio, una storia simbolo di un’Italia che resiste, di un territorio che vince contro un qualcosa molto più grande di noi, capace di cambiare e sconvolgere completamente le nostre vite ma non così forte da far cambiare idea  a lei, una donna che nonostante l’età e le numerose avversità non ha mai abbandonato la sua terra, le sue origini e non si è mai arresa.

 

 

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