Ma il Memorandum italocinese spacca di nuovo il Governo

Ma il Memorandum italocinese spacca di nuovo il Governo

Vivace botta e risposta tra Salvini e Di Maio sul memorandum. Salvini" Non mi si dica che la Cina sia un paese dove vige il libero mercato", e snobba Xi Jinping andando in Basilicata e poi a Cernobio. Di Maio" Lui ha diritto di parlare io di fare". Il bilaterale siglato a Roma contiene solo 29 intese delle 50 che erano in programma perché l'elenco delle imprese si è molto ridimensionato. Il memorandum Italia-Cina è malvisto anche dall'America e Bruxelles

Firmando il tanto discusso memorandum di intesa si è conclusa ieri la visita a Roma di Xi Jinping che oggi ancora per qualche ora è a Palermo. E a Villa Madama è stato il luogo dove si sono stipulati gli accordi italocinesi che faranno storia anche perché lasciano dietro se una scia di polemiche e dubbi dall’ Europa all’America. I protocolli bilaterali firmati tra Conte e Xi Jinping, e le firme apposte dal ministro del Lavoro Di Maio e dal suo omologo cinese, sono in totale 29 fra quelle istituzionali e commerciali per un potenziale di 20 miliardi. Il numero delle intese è molto inferiore rispetto ai 50 che erano stati diffusi dalla propaganda sin qui portata avanti. Con esattezza sono 19 le intese istituzionali e 10 quelle commerciali siglate, perché l’elenco delle aziende si è di fatto molto ridimensionato. Il documento quadro prospetta una convergenza di intenti e una promessa di collaborazione in diversi ambiti. Tra le aziende compaiono i nomi di Eni, Snam, Ansaldo e industrie siderurgiche come la Danieli.

Si tratta di cooperazioni per strade, ferrovie, aviazione civile e porti come quello di Monfalcone, Trieste e Genova. Una convergenza che punta particolarmente sui contenuti tecnologici, capitolo delicato per gli equilibri internazionali. Tra le istituzioni che stringono partenariati ci sono anche l’Agenzia Spaziale Italiana e la CNSA. Altro rilevante punto del memorandum è la cooperazione finanziaria, presente tra l’altro un’intesa tra Cassa Depositi e Prestiti e la Bank of Cine con lo sdoganamento dei pandabond per un valore di 600 milioni di euro che aiuteranno le imprese italiane a investire in Cina. Agricoltura e turismo gli altri settori interessati dagli accordi bilaterali da tenere presente. Si pensi che sono 150 milioni i turisti cinesi che girano per il mondo e si stimano che 7 milioni di essi sceglieranno ora l’Italia come meta dei loro viaggi. Approccio generale poi è l’impegno a rimuovere ogni ostacolo al commercio e agli investimenti, una sfida al protezionismo e ai dazi innalzati negli ultimi tempi dall’amministrazione Trump. E Salvini grande assente alla visita dei tre giorni di Xi Jinping, da Cernobio ieri ha affermato: ” Sono contento che il presidente sia in visita in Italia perché più mercati si aprono per le nostre imprese e meglio è ma a parità di condizione -aggiungendo- bene l’intesa ma ci serve cautela. Perché non mi si dica che la Cina sia un Paese dove vige il libero mercato”. Il vicepremier Salvini pensa che la cautela sia un imperativo categorico quando di mezzo vi è la sicurezza nazionale. Perché la visita del leader cinese in Italia e poi in Francia dove Xi Jinping si dirigerà lasciando la Sicilia, non è vista proprio bene oltreoceano. In effetti il memorandum siglato a Villa Madama con l’Italia ha valenza commerciale, ma potrebbe invece nascondere un nuovo assetto geopolitico in itere. E l’Italia potrebbe essere vista appunto solo come primo approdo di un progetto geopolitico. La via della seta sembra infatti sia scritta come un obiettivo e un raggiungimento necessario perché sancito nella costituzione cinese.

L’uso della cautela dovrebbe essere proprio necessaria, interpretando i fatti sotto questo punto di vista. Di Maio dal canto suo ha solo sottolineato l’importanza del memorandum per il Paese, il made in Italy e le nostre imprese, in quanto questo potenzialmente frutterà un giro di 20 miliardi di euro. E viene in mente a tal punto la celebre quanto mai veritiera frase che recita “la libertà non ha prezzo”. Se è vero che il piano Marshall elargito dagli Usa, grazie alla posizione geografica di cui gode l’Italia, diede la possibilità ad un nazione come la nostra di rialzarsi in piedi dopo la seconda guerra mondiale, consentendo la ricostruzione e l’opportunità di progredire culturalmente, scontando in cambio però la perdita di un poco della sua identità, il memorandum Italocinese cosa porterà domani al nostro Paese? Il leader ieri sera alla conclusione della visita a Palermo – in Sicilia per onorare le origini di Sergio Mattarella ha spiegato Xi Jinping- ha dichiarato che la visita in Italia è stata proficua e che tutto è andato bene.

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