Nave Gregoretti, il giudice assolve Salvini con un “Non luogo a procedere”

Nave Gregoretti, il giudice assolve Salvini con un “Non luogo a procedere”

L'ex ministro dell'interno Matteo Salvini è stato assolto dal tribunale di Catania dall'accusa del reato di sequestro di persona per il caso "Gregoretti" con la motivazione che "il fatto non sussiste". Fra un mese il deposito della sentenza del GU Sarpietro che spazza via le infondate accuse di Pd e Movimento a Cinque Stelle

Di Emiliano Federico Caruso

L’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, ora senatore, è stato assolto dall’accusa di sequestro di persona per il caso della nave Gregoretti.
Il Gup (Giudice udienze preliminari, ndr) Nunzio Sarpietro è giunto a questa conclusione al termine di un’approfondita analisi, chiamando a testimoniare in aula anche Elisabetta Trenta, Danilo Toninelli, Luigi Di Maio e Luciana Lamorgese.
Sarpietro, che entro un mese dovrà depositare l’ordinanza ufficiale motivando la sua decisione, ha così accolto l’identica tesi della Procura di Catania, che aveva già richiesto il non luogo a procedere nei confronti di Salvini.
L’inizio di questa storia risale agli ultimi giorni di luglio del 2019, quando la nave Gregoretti della Guardia costiera italiana ormeggiò al porto di Augusta, con a bordo un centinaio di migranti. Salvini, a quel tempo ministro dell’Interno, negò l’autorizzazione allo sbarco, almeno fino a quando altri paesi europei non avessero formalizzato la loro disponibilità ad accoglierli.
Con questa assoluzione di “Non luogo a procedere, poiché il fatto non sussiste” il giudice ha precisato che l’operato del senatore è stato la legittima conseguenza di insindacabili scelte politiche, e anche se la responsabilità delle decisioni operative all’epoca spettava solo a Salvini, le sue decisioni erano coerenti con il contratto di Governo.
Una decisione, quella del Giudice, a cui fa eco la dichiarazione di Giulia Bongiorno, legale di Salvini: “La sentenza ha una formula molto chiara: il fatto non sussiste. È la più chiara perché evidenzia in modo indubbio che secondo il giudice di Catania non c’è stato alcun reato di sequestro, ma un ritardo in attesa della redistribuzione dei migranti”.
Da parte sua il leader della Lega, appena uscito dall’aula, ha confermato che “Quando gli italiani mi daranno di nuovo l’occasione di tornare al governo, sulla vicenda migranti rifarò le stesse scelte. Ho fatto solo il mio dovere nell’interesse degli italiani e del mio paese”.

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