Nuovo focolaio a Mondragone: scontri tra italiani e bulgari

rivolta a Mondragone per i positivi al covid-19 fra italiani e bulgari incendiati auto e cassonetti la tensione e' alle stelle

Dall’inizio della settimana tutta l’area dei palazzi ex Cirio del comune di Mondragone, in provincia di Caserta, è stata dichiarata zona rossa a causa di una cinquantina di contagi da Coronavirus tra gli immigrati della nutrita comunità bulgara di etnia rom. La vicenda è venuta alla luce dopo che una donna bulgara incinta è risultata positiva in ospedale. Ma a fare notizia non è tanto la presenza di un nuovo focolaio di Covid-19, prontamente isolato dalle autorità, quanto gli scontri tra italiani e bulgari che si sono susseguiti negli ultimi giorni. Ad accendere la miccia, giovedì scorso, è stata la fuga di numerosi cittadini bulgari che, al fine di sottrarsi al test, hanno violato il cordone sanitario che vieta l’ingresso e l’uscita dal comprensorio incriminato. Fortunatamente sono stati subito rintracciati ma, a detta degli abitanti del comune, alcuni sarebbero riusciti a dileguarsi nelle campagne circostanti. Inoltre, nonostante l’obbligo di quarantena, altri bulgari che svolgono attività nei campi come braccianti agricoli sono scesi in strada chiedendo di poter tornare a lavorare. Inevitabile, a questo punto, la tensione con i cittadini italiani di Mondragone che presidiavano il varco d’accesso nel tentativo di evitare nuove fughe. Un bulgaro ha lanciato una sedia dal balcone, mentre gli italiani hanno risposto lanciando pietre e sfondando i finestrini delle auto dei bulgari parcheggiate. Soltanto l’intervento della polizia, in tenuta antisommossa, è riuscito a calmare gli animi, anche se nella notte seguente un furgoncino di proprietà di un uomo bulgaro è stato incendiato. Da ieri mattina, in soccorso alle forze dell’ordine, è arrivato un contingente di 50 militari per delimitare la zona rossa e reprimere i disordini. Il timore dei residenti è che le persone infette possano spezzare nuovamente il cordone sanitario e diffondere il contagio nel resto della città. Ma, in realtà, l’atto di insubordinazione rispetto ai precetti dell’ordinanza regionale è soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso. A Mondragone è scoppiata una bomba di carattere sociale dopo che da anni la cittadinanza protesta per il degrado causato dalla comunità bulgara di etnia rom. Molti dei lavoratori bulgari contagiati, infatti, vivono in palazzine occupate abusivamente e sono decine gli inquilini non censiti che, privi di un contratto di affitto, vengono ospitati “in nero” dai loro connazionali.

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