Oscar alla carriera per Lina Wertmüller, prima donna nella storia candidata come regista

Dopo oltre settant’anni nel mondo del cinema e dello spettacolo, la regista e sceneggiatrice italiana Lina Wertmüller non si aspettava più di ricevere l’oscar alla carriera, premio anticipato qualche giorno fa dal desiderio della figlia a Cannes – “Un oscar alla carriera non ci starebbe male”, aveva detto – e improvvisamente annunciato dalla Academy of Motion Picture Arts & Sciences.
Quest’ultima lo consegnerà il 27 ottobre 2020 agli Annual Governors Awards, dove saranno premiati anche David Lynch, Wes Studi e Geena Davis.
Alla notizia del riconoscimento, l’artista ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Sono molto grata per la decisione di assegnarmi questo premio. Un premio che non mi aspettavo affatto e che per questo è tanto più gradito, mi fa tanto più piacere. Certo gli americani, grazie a Dio, mi hanno sempre voluto bene”, e ancora, all’ANSA: “Sono felice per questa notizia. Non me l’aspettavo l’oscar, ma lo prendo volentieri. Mi fa piacere dedicarlo a Enrico Job, compagno di una vita e di lavoro, e a nostra figlia Maria”.
Per quanto riguarda la grande carriera della regista e sceneggiatrice, è indubbio che, al di là dei riconoscimenti ottenuti dalla critica italiana, il suo grande successo sia stato consacrato soprattutto oltreoceano grazie al film “Pasqualino Settebellezze” del 1975, per il quale la Wertmüller fu la prima donna ad essere candidata come regista e per la miglior sceneggiatura originale (l’opera ottenne anche le candidature come miglior film straniero e miglior attore protagonista per Giancarlo Giannini).
Per altro, cinque anni prima era stata la prima donna in concorso al Festival di Cannes con Mimì metallurgico ferito nell’onore” (1972), anch’esso rimasto privo di premi.
Eppure, sui mancati riconoscimenti l’artista aveva affermato solo qualche anno fa in un’intervista a “Repubblica”: Ai premi ci credo poco. I premi per me sono tutti i film che riesco a fare.
Si può ben immaginare, allora, quale impatto abbia avuto su di lei una simile decisione da parte delle autorità americane.
Nata a Roma nel 1928 – il 14 agosto compirà ben novant’anni – da madre romana e padre lucano di nobili origini svizzere, espresse la sua immensa passione per lo spettacolo iscrivendosi a soli 17 anni all’Accademia Teatrale dell’attore e regista Pietro Sharoff, per poi esordire come regista nell’ambito degli spettacoli di burattini ideati dalla scenografa e costumista Maria Signorelli.
I primi rapporti con il mondo del cinema li ebbe grazie alle produzioni per la radio e la televisione in veste di autrice e regista, per esempio della neonata edizione di Canzonissima” (mandata in onda dal 1956 al 1975) e del “Giornalino di Gianburrasca”, serie televisiva-musical in otto puntate con Rita Pavone andata in onda fra il 1964 e il 1965.
Tuttavia, è il ruolo di aiuto-regista e attrice per Federico Fellini nei film La dolce vita” e 8 ½” a segnare un punto di svolta nella carriera dell’artista, che solo l’anno successivo debutta come regista cinematografica con l’amara e grottesca pellicola I Basilischi (1963), di cui cura anche il soggetto e la sceneggiatura.
In seguito ha realizzato una lunga serie di film scaturita soprattutto dalla collaborazione con Giancarlo Giannini e Mariangela Melato all’inizio degli anni settanta (come il celebre “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto”, del 1974), senza mai cessare la parallela attività come regista teatrale e sceneggiatrice (fra le sue opere spicca senz’altro la sceneggiatura per “Fratello sole, sorella luna”, film del 1971 di Franco Zeffirelli).
Talento poliedrico, originale
e prolifico, la Wertmüller è da sempre molto amata anche all’estero e sono tante le rassegne cinematografiche a lei dedicate.
La notizia dell’oscar alla carriera è dunque la naturale conseguenza di un percorso di vita all’insegna dell’arte, finalmente riconosciuto in modo ufficiale.

 

Nella foto: Lina Wertmüller.

 

Giulia Dettori Monna

 

 

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Commenti

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    Renata 7 mesi

    Cara Lina finalmente sei stata apprezzata pet cio che meriti. Grande donna e regista ti ammiro mi sei stata sempre stata simmpatica con il tuo inconfondibile vocione. Auguri e congratulazioni sinceri ciao cara Lina