Perché il negazionismo becero è realmente pericoloso

Perché il negazionismo becero è realmente pericoloso

I complottisti estremi è effettivamente un vero pericolo per l'essenza della democrazia in Italia in merito al Coronavirus-19, non a caso è come se fossero il braccio armato del sistema mainstream

Assumiamo una questione, il termine “negazionista del Coronavirus” oramai è una totale strumentalizzazione per assumere in tale categoria chi critica la gestione politico-sanitaria della pandemia del Sars-Covd-2 da parte dell’esecutivo Conte II. A partire dai protocolli sanitari errati nelle RSA, la non distinzione dei decessi e quindi non un reale “screening” dei dati di decessi e contagiati fino all’ascolto di tutte le voci della scienza e non di chi come Crisanti o Burioni ( rispettivamente zanzarologo e allergologo) e quindi non virologi a differenza di Giulio Tarro e Palù o comunque primari di terapie intensive come Bassetti e Zangrillo i quali più volte hanno denunciato la comunicazione terroristica dei media. 

Invece il vero pericolo che permette questa strumentalizzazione fra dem e fanatici del terrorismo psicologico sono i reali negazionisti, chi parla continuamente di rettiliani, sionisti e chi afferma che il Covid-19 non è un virus realmente esistente portando non solo a problemi di comunicazione, aumento della tensione sociale ma anche a poter dare il fianco al mainstream il quale continua con la sua propaganda pro-esecutivo, censurando notizie e riportando colossali fake news con messaggi volti alla costruzione di un pensiero unico sempre più dominante. 

Da Pappalardo fino a R2020 ( il movimento no vax della parlamentare del Gruppo Misto Sara Cunial), tutti questi movimenti para-politici sono un pericolo non solo per la confusione di comunicazione ma anche per la stessa democrazia non più libera ma suddivisa fra l’estremo complottismo e l’estremo mainstream, quando è risaputo che “la verità sta nel mezzo”.

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