Rapporto Censis 2019: italiani troppo stressati ed incerti sul futuro

Rapporto Censis 2019: italiani troppo stressati ed incerti sul futuro

Il 44% degli italiani è preoccupato dal lavoro ed in 4,4 milioni usano psicofarmaci. Calano le nascite ed aumentano gli espatri

Gli italiani sono stressati perché incerti sul loro futuro. E’ questo il quadro che emerge dal nuovo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese che mette in luce come il 69% di noi guarda al domani con molta preoccupazione, mentre il 17% è pessimista e solo il 14% si dice ottimista.

A procurare ansia è soprattutto il lavoro che manca o che non dà molta stabilità, soprattutto per il 44% della popolazione. Anche se rispetto al 2017 gli occupati aumentano, in realtà cresce solo il numero di quelli a tempo parziale, ben 1,2 milioni, tanto che tra il 2007 e il 2018 il part time è aumentato del 38%, soprattutto quello involontario, praticamente raddoppiato rispetto al 2007 e ancor di più (71,6%) tra i giovani. Calano dunque le ore complessive di lavoro (2,3 miliardi rispetto al 2007) e anche le retribuzioni (del 3,8%). Ci sono quasi 3 milioni di lavoratori che guadagnano meno di 9 euro all’ora, specie tra giovani e operai.

In questo clima di incertezza calano le nascite ed aumentano gli espatri, con numeri impressionanti: più 400.000 cittadini tra i 18 e i 39 hanno lasciato l’Italia in un decennio. E la cosa forse più preoccupante è che in 4,4 milioni usano psicofarmaci per andare avanti. Secondo il Censis infatti nel giro di tre anni (2015-2018) il consumo di ansiolitici e sedativi è aumentato del 23% per motivi legati al lavoro o a problemi familiari. Disillusione, stress esistenziale e ansia originano un virus che si annida nelle pieghe della società: la diffidenza. Il 75% degli italiani non si fida più degli altri, figuriamoci dei politici. Le persone guardano molta politica in tv, ma come se fosse una fiction, tanto che nelle urne l’astensione continua a crescere. La sfiducia genera tuttavia un’attrazione verso l’uomo forte, che fa presa oggi sul 48% degli italiani.

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