Referendum giustizia non raggiunge il quorum: alle urne due italiani su dieci

Referendum giustizia non raggiunge il quorum: alle urne due italiani su dieci

Il referendum( foto La SesiaVercelli.it) di domenica 12 giugno, i cui cinque quesiti avrebbero dovuto riformare in parte il sistema giudiziario, ha visto un’affluenza alle urne di poco superiore al 20%. Tra i fattori del fallimento ci sono anche la scarsa risonanza mediatica nelle settimane passate, la difficoltà dei quesiti e la disillusione dei cittadini.
A votare, in pratica, ci sono andati solo due italiani su dieci. Forse, in parte, ad allontanare alcuni cittadini dalle urne è stata la giornata particolarmente favorevole a una gita al mare, ma i fattori principali sono più complessi. In primo luogo la limitata risonanza mediatica riservata al referendum nelle settimane precedenti il voto. Non ha praticamente acceso alcun dibattito serio e approfondito sulle principali Tv nazionali, tranne qualche rara eccezione. Ha entusiasmato poco i partiti, tranne quelli che ne erano promotori, e ha coinvolto poco gli stessi elettori. Lega (che ha definito il fallimento del referendum una “Situazione indegna per un Paese civile”) e Radicali, da parte loro, hanno criticato sin da subito questa mancanza di copertura mediatica.
Secondo: la complessità dei cinque quesiti (che ha creato qualche difficoltà anche agli addetti ai lavori) ha provocato un senso di disorientamento in gran parte degli elettori. Anche a causa dell’importanza dei temi trattati, che necessitano di conoscenze istituzionali e giuridiche. Molti elettori, intervistati nelle settimane scorse, hanno dichiarato di non avere idea delle conseguenze derivanti dall’abrogazione o meno delle norme di cui il referendum chiedeva la modifica. Ne è convinta anche Simona Malpezzi, capogruppo dem al Senato: “I cittadini non hanno compreso quesiti estremamente tecnici”.
Da ultimo c’è stata forse una sorta di disillusione nei confronti dello stesso meccanismo dei referendum. La storia della Repubblica italiana ha una lunga lista di referendum che non hanno raggiunto il quorum. Una delle poche eccezioni fu quello sulla gestione privata dell’acqua nel 2011. Ma allora il tema trattato era di più facile comprensione per gli elettori.
Per Giuseppe Conte, le cause della scarsa affluenza andrebbero cercate altrove: “Più che un serio tentativo di riformare la giustizia e migliorare il servizio ai cittadini, i quesiti referendari nascondevano una vendetta della politica contro la magistratura” dichiara infatti il leader del M5S su Facebook “I cittadini l’hanno capito, con il risultato che questo passaggio referendario è il meno partecipato di sempre. Allora non si dica che siamo davanti alla crisi dei referendum e della democrazia diretta. Siamo di fronte alla crisi di una politica più attenta a tutelare sé stessa che a dare risposte ai bisogni reali delle persone”.

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