Rimini: giovane somalo accoltella quattro donne e un bambino durante una fuga

Trovato privo di biglietto in seguito a un controllo su un bus a Rimini, un uomo sotto l’effetto di cocaina ha accoltellato i controllori ed è fuggito, ferendo più o meno gravemente altre tre persone, tra cui un bambino.

Alle 19 di ieri, sul bus 11 dell’azienda Start Romagna di Rimini, un 26enne di origine somala è stato fermato da due ispettrici intente a verificare i titoli di viaggio. Privo del biglietto, l’uomo ha reagito subito con violenza estraendo un coltello dal suo zaino e ferendo al volto le due donne. Ha poi minacciato l’autista per fargli fermare il mezzo ed è fuggito, ferendo altre tre persone: una ragazza di Pesaro, una pensionata di 77 anni e un bambino di sei.

Nel corso della fuga ha anche tentato senza successo di impossessarsi di un’automobile, minacciandone il guidatore che ha subito attivato la sicura della portiera. Inseguito dalla Polizia, è stato infine preso in una stradina nei pressi della stazione Miramare. Interrogato, in un inglese stentato (non parla altra lingua al di fuori dell’arabo) ha confessato di non ricordare nulla dell’episodio, ma ha ammesso di aver assunto dosi di cocaina poco prima del fatto. Già ieri Jamil Sadegholvaad, assessore comunale di Rimini, riferendosi all’aggressore aveva scritto su Facebook “Probabilmente era sotto l’effetto massiccio di sostanze stupefacenti. Una storia di integrazione neppure cominciata”.

Successivi controlli hanno permesso di verificare che l’uomo, arrivato nel 2015 in Europa dopo aver fatto domanda per lo status di rifugiato in Danimarca, Svezia, Germania e Olanda, era stato già ospitato in una struttura della Croce rossa, dove venne segnalato per comportamenti aggressivi e violenti. Vista la dinamica abbastanza chiara degli eventi, le indagini coordinate dal Pubblico ministero Davide Ercolani hanno quasi subito escluso la matrice terroristica, ma l’aggressore è ora accusato di tentato omicidio aggravato, lesioni e tentata rapina.

Nessuna delle vittime è in pericolo di vita. Anche il bambino, colpito alla gola e con la carotide quasi recisa, dopo una notte di interventi medici è ora fuori pericolo, ma la prognosi rimane riservata.

Un episodio gravissimo” ha poi commentato Luciana Lamorgese. Le fa eco anche Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna: “Quanto accaduto a Rimini è di una gravità inaudita. Siamo vicini alle persone ferite a Rimini, fra cui un bambino. Prima di ogni altra cosa, il pensiero va a loro e ai loro cari. Grazie alle forze dell’ordine per il pronto intervento che ha portato al fermo dell’aggressore”.

Più pacato nei commenti, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ha chiesto di non strumentalizzare l’episodio, ma qualche domanda se la pone anche lui: “Perché una persona che aveva già dato segni di violenza e di alterazione girava liberamente? Sono stati sottovalutati i segnali precedenti?”.

Domani l’aggressore verrà interrogato dal Gip, nello stesso giorno in cui si riunirà anche il Comitato per l’ordine e la sicurezza, alla presenza della stessa Lamorgese.

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