Roma, 43° anniversario della strage di Piazza Nicosia dove persero la vita il maresciallo di P.S. Antonio Mea e l’appuntato di P.S. Pierino Ollanu trucidati dalle Brigate Rosse. La Questura li ricorda con due cerimonie.

Roma, 43° anniversario della strage di Piazza Nicosia dove persero la vita il maresciallo di P.S. Antonio Mea e l’appuntato di P.S. Pierino Ollanu trucidati dalle Brigate Rosse. La Questura li ricorda con due cerimonie.

Una corona di alloro è stata deposta sulla lapide commemorativa presente in Piazza Nicosia e, un mazzo di fiori, su quella posta all’interno del Commissariato Trevi Campo Marzio, dove i due poliziotti prestavano servizio. Alla cerimonia hanno partecipato i familiari delle vittime, l’agente che rimase ferito nell’attentato, Vincenzo Ammirata, e rappresentanti delle altre Forze dell’Ordine e delle Istituzionali.

Oggi il Questore di Roma, Mario Della Cioppa, in occasione del 43° anniversario della morte del Maresciallo di P.S. Antonio Mea e dell’Appuntato di P.S. Pierino Ollanu, ha deposto due corone di alloro a nome del Capo della Polizia Prefetto Lamberto Giannini. I due poliziotti, allora Guardie di Pubblica Sicurezza, furono barbaramente trucidati da un commando terroristico, composto da 13 appartenenti alle Brigate Rosse, che il 3 maggio del 1979 attaccarono la sede del Comitato Regionale per il Lazio della DC in piazza Nicosia.

I brigatisti agirono divisi in tre gruppi. Due gruppi fecero irruzione all’interno dell’edificio e, dopo aver immobilizzato i presenti, collocarono nell’edificio 4 ordigni esplosivi per poi scappare con documenti riservati. Un altro rimase all’esterno, davanti all’ingresso, per contrastare eventuali interventi delle Forze dell’Ordine. La Volante della Polizia con a bordo il Maresciallo Antonio Mea e l’Appuntato Pierino Ollanu, fu la prima a giungere sul posto e venne colpita da sventagliate di mitra non appena sotto tiro. Antonio Mea morì sul colpo, mentre Pierino Ollanu, trasportato in ospedale, morì alcuni giorni dopo a seguito delle ferite riportate. Un terzo agente, componente della pattuglia, la Guardia Vincenzo Ammirata, rimase gravemente ferito. Le indagini svolte dalla Digos consentirono di individuare tutti i componenti dell’attentato che vennero arrestati e condannati all’ergastolo. Una corona di alloro è stata deposta sulla lapide commemorativa presente in Piazza Nicosia e, un mazzo di fiori, su quella posta all’interno del Commissariato Trevi Campo Marzio, dove i due poliziotti prestavano servizio. Alla cerimonia hanno partecipato i familiari delle vittime, l’agente che rimase ferito nell’attentato, Vincenzo Ammirata, e rappresentanti delle altre Forze dell’Ordine e delle Istituzionali.

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