Sanatoria per i migranti irregolari: un assist alla malavita

Il grande bluff della misura per il lavoro nero tanto voluta dal governo Conte

La sanatoria per i migranti e' solo un regalo alla criminalita'

Il decreto Rilancio dello scorso 29 maggio ha disciplinato una contestata procedura per regolarizzare alcune categorie di stranieri irregolari. Questa sanatoria, appena prorogata al 15 agosto 2020, è stata voluta dal governo Conte come misura di contrasto al lavoro sommerso e al fenomeno del caporalato. La norma prevede, anzitutto, che, fatta eccezione per i datori di lavoro che hanno commesso reati di caporalato o di sfruttamento dell’immigrazione clandestina, non si proceda penalmente né con sanzioni amministrative contro coloro che hanno fatto lavorare manodopera irregolarmente presente in Italia. La misura è indirizzata a favore di due categorie di lavoratori stranieri: da una parte i “clandestini”, cioè coloro che pur avendo già un lavoro o qualcuno che sia disposto ad assumerli sono totalmente sprovvisti di un titolo di soggiorno, dall’altra coloro che hanno un permesso scaduto dal 31 ottobre 2019 e non rinnovato. I primi potranno chiedere che il datore di lavoro dichiari l’esistenza del contratto di lavoro in corso o concluda un nuovo contratto di lavoro, purché dimostrino di essere arrivati in Italia prima dell’8 marzo 2020 e di non essersi allontanati dal Paese durante l’emergenza sanitaria. In particolare, potranno regolarizzare la propria presenza in Italia gli stranieri che lavorano nei settori dell’agricoltura (ma anche allevamento, pesca e attività connesse), nonché i lavoratori domestici come colf, badanti o assistenti di persone con handicap. Chi appartiene alla seconda categoria, invece, potrà richiedere un permesso di lavoro temporaneo per sei mesi e, se in questo periodo di tempo trova un lavoro stabile, convertire il permesso temporaneo in un permesso per motivi di lavoro subordinato. Ma la sanatoria per i migranti irregolari rischia di essere un boomerang molto pericoloso. Concedere permessi di soggiorno temporanei per gli stranieri irregolari non aiuta l’emersione del lavoro nero ma lo fa aumentare. Inoltre non può suscitare sgomento il fatto che, in un momento storico in cui gli italiani attendono ancora gli aiuti economici necessari per fronteggiare gli effetti della crisi provocata dall’emergenza sanitaria, il governo decida di garantire il posto di lavoro a qualcuno che è entrato illegalmente nel nostro Paese. In questa maniera non si fa altro che attirare altri migranti e fare il gioco degli scafisti, aiutando la malavita e dipingendo come schiavisti gli agricoltori italiani in crisi.

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