Sanità calabrese, ancora attesa per il commissario

Sanità calabrese, ancora attesa per il commissario

La sanità calabrese in questo mese di novembre ha conosciuto il suo punto di crisi più profondo.  Ricordiamo,  che tutto ha avuto inizio la sera del 6 novembre scorso, quando la trasmissione "Titolo V" di RaiTre ha mandato in onda l'intervista a Saverio Cotticelli, fino ad allora commissario designato dal governo M5s-Lega, che aveva scelto un ex generale dei carabinieri per affrontare pratiche delicate e rimaste spesso inevase per oltre un decennio. Quell'intervista è costata il posto a Cotticelli e il giorno dopo, il problema sembrava risolto con la nomina, in tempi record, di un nuovo commissario. Invece, così non è andata, sono passati 18 giorni e la tempesta non si è ancora conclusa. Anzi, si è aggravata. La nomina a questo punto slitta a un nuovo Cdm: si starebbero già sondando profili alternativi.

Sfuma ancora una volta la nomina del commissario alla Sanità in Calabria. Dopo una lunga discussione notturna nel Governo, il Cdm si è concluso senza alcuna designazione.
Sembrano sfumare i due nomi, che ieri sera si sono contesi il ruolo: per una serie di veti incrociati non sembrano passare il vaglio dell’Esecutivo né il profilo di Narciso Mostarda, medico che dirige la Asl Roma 6, né quello di Luigi Varratta, già prefetto a Reggio Calabria.

Sul tavolo, oltre al nome del prefetto Francesco Paolo Tronca, che nelle ultime ore avrebbe optato per il no, ci sarebbe stato, tra gli altri, quello di Luisa Latella, già prefetto a Catanzaro e alla guida delle Universiadi di Napoli, oggi commissario all’Asp del capoluogo calabrese dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose.

La sanità calabrese in questo mese di novembre ha conosciuto il suo punto di crisi più profondo con un’incredibile tempesta che ha travolto l’ufficio del commissario.
Ricordiamo,  che tutto ha avuto inizio la sera del 6 novembre scorso, quando la trasmissione “Titolo V” di RaiTre ha mandato in onda l’intervista a Saverio Cotticelli, fino ad allora commissario designato dal governo M5s-Lega, che aveva scelto un ex generale dei carabinieri per affrontare pratiche delicate e rimaste spesso inevase per oltre un decennio. Quell’intervista è costata il posto a Cotticelli e il giorno dopo, il problema sembrava risolto con la nomina, in tempi record, di un nuovo commissario. Invece, così non è andata, sono passati 18 giorni e la tempesta non si è ancora conclusa. Anzi, si è aggravata.

La nomina a questo punto slitta a un nuovo Cdm: si starebbero già sondando profili alternativi.

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