Scandalo a Bergamo: Caritas e coop vicina al PD sfruttano i migranti

A Bergamo la caritas e le coop vicine al pd sfruttano i migranti per arricchirsi sull'accolgienza grazie ad un governo di sinistra che vuole un'Italia sottomessa alla folla ideologia globalista

La Procura di Bergamo è alle prese con una maxi inchiesta che vede al centro i migranti, che sarebbero stati sfruttati dalla Caritas e dalla cooperativa Ruah con la complicità, in quest’ultimo caso, di Elena Carnevali, deputata del Partito Democratico. Le accuse per le 83 persone indagate sono quelle di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, alla turbativa d’asta, allo sfruttamento del lavoro e all’inadempimento di contratti di pubbliche forniture. Procedendo con ordine, il primo scandalo ruota attorno alla truffa di don Claudio Visconti, direttore della Caritas bergamasca per circa 20 anni, e dei suoi collaboratori sulla gestione dei fondi destinati all’accoglienza dei migranti. Dalle parole del sacerdote, intercettate dagli inquirenti nel 2018, emergerebbe la sua volontà di modificare il contenuto delle rendicontazioni sull’accoglienza dei migranti da presentare in prefettura al fine di chiedere un rimborso, gonfiato, dei costi sostenuti. L’espediente è connesso ai check-out dei migranti e ai 35 euro al giorno percepiti dallo Stato per mantenerli. Dalle numerose conversazioni con il suo uomo di fiducia, Luca Bassis, sarebbero venuti a galla accordi sulle “notti in più da segnare nel registro delle presenze” e sulle “firme dei migranti da scarabocchiare”. Parallelamente la magistratura indaga su un presunto scambio di favori tra la “dem” Elena Carnevali e la Ruah, una famosa cooperativa che si occupa di accoglienza alla quale tra il 2014 e il 2018 il Comune di Bergamo ha erogato quasi 250mila euro di fondi pubblici. Nel febbraio 2018 la deputata bergamasca del PD avrebbe chiesto al presidente della cooperativa, Bruno Goisis, l’impiego di migranti con mansioni di confezionamento, stampa e volantinaggio di manifesti elettorali per sostenere la campagna del principale partito di centrosinistra in cambio di denaro. “Tre o quattro braccia, poi i soldi te li do io”. Questa la richiesta della candidata (poi eletta) che emergerebbe dalle intercettazioni. Il presidente Goisis, invece, si sarebbe raccomandato che ai migranti non venissero dati soldi. A distanza di qualche settimana, quindi, la deputata Carnevali avrebbe fatto un bonifico di 150 euro alla cooperativa con la causale “Erogazione liberale per Orto Botanico”. In sostanza, i richiedenti asilo avrebbero lavorato per far eleggere in Parlamento la candidata del PD senza essere pagati e la cooperativa avrebbe intascato una donazione dall’onorevole.

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