Strage di Ustica: 40 anni senza verità

La strage di Ustica dopo quarant’anni non ha ancora un nome e in volto

Nonostante la lunga vicenda processuale, a distanza di quarant’anni dalla strage di Ustica la dinamica e le cause sono ancora ignote. La sera del 27 giugno 1980 un aereo civile della compagnia Itavia, decollato da Bologna e diretto a Palermo, sparisce improvvisamente dai radar. Le ricerche proseguono tutta la notte fino a quando, alle prime luci dell’alba, vengono individuati i resti del velivolo al largo dell’isola siciliana di Ustica. Il bilancio della tragedia, tra passeggeri e membri dell’equipaggio, è di 81 vittime. Nell’incertezza più assoluta sulle cause si fa strada l’ipotesi di un cedimento strutturale e il capro espiatorio diventa la compagnia aerea, che viene messa in liquidazione senza alcuna prova fondata. Ma nel dicembre 1980 la prima relazione della commissione d’inchiesta ministeriale stabilisce che l’aereo è esploso in volo per l’impatto con un missile oppure per una bomba collocata al suo interno, ipotesi confermate dal rilevamento di tracce di esplosivo su alcuni rottami del velivolo. Nonostante l’evidente dolosità della strage, le indagini della magistratura procedono lentamente e per tanti anni il caso Ustica non viene mai affrontato in Parlamento. Nel 1986 il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga recepisce l’appello del “Comitato per la verità su Ustica”, costituito da esponenti del mondo politico e della società civile, ed esorta il governo Craxi a fare piena luce sull’accaduto, che finalmente diviene oggetto del dibattito parlamentare. Ma ormai la fitta rete di silenzi, depistaggi e prove cancellate aveva già sepolto la verità in fondo al mare. Comunque, secondo la Corte d’Appello di Palermo che si è pronunciata lo scorso anno confermando la sentenza emessa dal tribunale civile del capoluogo siciliano nel 2016, l’incidente è da addebitarsi a un missile. A questo punto è molto probabile che l’aereo si sia trovato nel mezzo di uno scenario di combattimenti dal momento che in quella notte la guerra fredda tra USA e URSS aveva già coinvolto il fronte mediorientale con gli aerei militari della Nato alla caccia del leader libico Gheddafi. Ma il motivo dell’abbattimento resta ignoto. Da chi è stato lanciato il missile? Dall’aeronautica militare italiana, dagli alleati della Nato, dalla Libia o forse da una frangia filolibica del terrorismo palestinese? Come esclamò un giorno uno dei familiari delle vittime, “nessuna ragione al mondo giustifica l’assenza di una verità: potrebbe essere stato anche lo sputo di un airone ma lo dicano”!

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