Tangenti a Milano, indagato anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana

Tangenti a Milano, indagato anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana

Il governatore è accusato di abuso d'ufficio per aver favorito il suo socio di studio Luca Marsico nel ricevere "un piccolo incarico" in Regione. L'interrogatorio potrebbe avvenire oggi

Da parte offesa ad indagato. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana risulta iscritto nel registro degli indagati per abuso d’ufficio nella maxi inchiesta della Dda di Milano, che ieri ha portato a 43 misure cautelari (la foto è di VareseNews). A rivelare l’indiscrezione è stato questa mattina il Corriere della Sera ma poi la conferma ufficiale è arrivata anche dall’Ansa. La contestazione riguarda il tentativo di “ricollocare” Luca Marsico, il suo socio di studio non rieletto da Forza Italia in consiglio regionale.

Tutto nasce proprio da lì, da quella mancata rielezione. Secondo gli inquirenti una delle cause è riconducibile al boicottaggio della sua campagna elettorale da parte di Gioacchino Caianiello, ex coordinatore provinciale di Forza Italia, arrestato ieri a Varese, il quale ha deciso di puntare sul candidato Angelo Palumbo. “La mancata rielezione di Marsico – ha scritto il gip – fa sin da subito registrare la volontà del presidente Fontana di trovare il modo di ricollocare professionalmente il suo socio di studio e, a tal fine, lo stesso intrattiene una serie di incontri con Caianello”. È a quel punto che secondo gli inquirenti Caianello, definito un “burattinaio”, capo di un vero e proprio “sistema feudale” al vertice della Formazione regionale, si attiva per realizzare quella che gli investigatori definiscono “una complessa operazione corruttiva, consistente, in particolare nello scambio tra la nomina dell’attuale direttore generale di AfolMetropolitana Milano, Giuseppe Zingale, alla direzione generale Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, per effetto dell’intercessione diretta di Fontana, e l’affidamento di incarichi onerosi da parte Afol in favore dell’avvocato Marsico”. In pratica Caianiello propone a Fontana di far affidare al suo socio alcune consulenze dall’Afol. In cambio il presidente avrebbe dovuto nominare Zingale al vertice della Formazione della Regione Lombardia. Fontana respinge la proposta corruttiva ma non la denuncia. Proprio questo comportamento lo salva da una accusa di concorso in corruzione. Ma secondo quanto riportato dal Corriere della Sera pare che il governatore abbia seguito un’altra strada ed abbia proposto autonomamente alla giunta regionale di nominare Marsico tra i membri esterni di un “Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici”, un incarico che frutta 11.500 euro l’anno e 180 euro a seduta. Un fatto che gli vale ora l’indagine della Procura per abuso d’ufficio.

Fontana aspetta di essere ascoltato dagli inquirenti e l’interrogatorio potrebbe avvenire proprio in giornata.

Categorie
TAGS
Condividi

Commenti

WordPress (1)
  • comment-avatar
    Luigi Fanelli 1 anno

    In italia i politici di tutti i partiti quando sono presi con le mani me… sono sempre innocenti e quando vengono condannati ricevono una pena ridicola caso Berlusconi Nei paesi civili per piccole cose si dimettono vorrei ricordate forse qualcuno ricorda che un ministro della difesa tedesco per aver copiato in parte o tutta o parte della tesi di laura si dimise. Del Presidente e ministro della giustizia Svizzera Frau Koop quando le comicarono che la polizia avrebbe fatto una visita a la impresa o societa del marito lei fece una telefonata e la notizia venne sul Blik si dimise in Italia Bossi che voleva dividere l’Italia con la Repubblica Padana e l’uso di denaro pubblico fu condannato e dove sta adesso sempre al Senato e poi come si puo dare un incarico pubblico ad un condannato che patteggia una pena, questo avviene solo in Italia Luigi Fanelli