Tensione a Gerusalemme, Hamas minaccia escalation

Tensione a Gerusalemme, Hamas minaccia escalation

Da Gaza sono stati sparati dei razzi verso Israele e quest'ultimo ha risposto, bombardando strutture di Hamas, il secondo episodio simile in tre giorni e il peggiore scambio di colpi tra le due parti dalla guerra dello scorso maggio.    

Non si placa la tensione a Gerusalemme, dove anche oggi si sono registrati scontri tra fedeli musulmani e agenti israeliani sulla Spianata delle Moschee. Da Gaza sono stati sparati dei razzi verso Israele e quest’ultimo ha risposto bombardando strutture di Hamas, il secondo episodio simile in tre giorni e il peggiore scambio di colpi tra le due parti dalla guerra dello scorso maggio.
Dall’enclave palestinese, il leader del Movimento islamico Ismail Haniyeh stamane ha minacciato un’ulteriore escalation di violenze se ebrei continueranno a recarsi al Monte del Tempio, come loro chiamano la Spianata delle Moschee, dove questi ultimi possono accedere ma non possono pregare: “Se Israele pensa che l’irruzione ad al-Aqsa cambierà la sua identità islamica, resterà deluso. Quello che i coloni stanno facendo spingerà il conflitto e lo scontro a tutti i livelli”.
Oggi è stato l’ultimo giorno in cui era permesso agli ebrei di accedere al sito religioso, sacro a entrambe le religioni, prima che venisse loro vietato in coincidenza con l’ultima parte del Ramadan. Una decisione presa dal premier israeliano Naftali Bennett per cercare di alleggerire la tensione, a livelli altissimi dall’inizio del mese sacro islamico, che quest’anno coincide con la Pasqua ebraica.
“Abbiamo sconfitto la cosiddetta ‘marcia delle bandiere’ e sconfiggeremo anche la politica delle irruzioni, siamo ancora all’inizio della campagna”, ha assicurato Haniyeh.
Il leader di Hamas inoltre, ha anche avuto una telefonata con il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, durante la quale, ha ringraziato Mosca per il sostegno ai diritti palestinesi sul luogo sacro e accusato Israele di impedire ai fedeli di raggiungerlo. Affermazioni confermate dal capo della diplomazia della Federazione che ha ribadito l’appoggio al diritto palestinese all’autodeterminazione e ha denunciato l’uso eccessivo della forza da parte degli israeliani contro i civili a Gerusalemme. Solidarietà è stata espressa lunedì dal presidente russo Vladimir Putin al leader dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen.

Negli ultimi tempi si sono moltiplicati gli attacchi di Mosca alle autorità israeliane dopo che lo Stato ebraico ha votato all’inizio del mese a favore della sospensione della Russia dal Consiglio dei Diritti Umani all’Onu, come ritorsione per l’invasione dell’Ucraina. Fin dall’inizio del conflitto, Israele si è distinto per l’equilibrismo, tentando di presentarsi come mediatore in nome dei buoni rapporti che intrattiene sia con la Russia che con l’Ucraina, forte anche delle ampie comunità ebraiche che vivono in entrambi i Paesi.

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