Ucraina, Risoluzione bipartisan Camere: Russia ritiri forze armate

Ucraina, Risoluzione bipartisan Camere: Russia ritiri forze armate

Nel testo della risoluzione si chiede anche al governo di "provvedere  a misure di sostegno alle imprese per i maggiori oneri derivanti dalla applicazione  di sanzioni, nonché la promozione di accesso a nuovi mercati verso cui indirizzare  esportazioni e investimenti non allocabili sul mercato russo; attivare strategie di  diversificazione degli approvvigionamenti energetici, di investimento sulle energie  rinnovabili e di utilizzo delle sorgenti di energia del Paese, e concorrendo alle  decisioni dell'Ue nella direzione dell'Unione dell'energia; attivare le misure  necessarie a preservare le infrastrutture strategiche del Paese da eventuali  attacchi informatici o di altra natura, anche tenendo conto delle indicazioni  contenute nelle Relazioni del Copasir alle Camere; sostenere l'urgenza di un netto  rafforzamento della Politica estera e di sicurezza comune europea, anche attivando  le riforme procedurali necessarie; mantenere uno stretto e permanente coordinamento  con i Paesi del G7, dell'Alleanza Atlantica e dell'Unione europea, condividendo  iniziative a supporto dell'Ucraina e contromisure efficaci e sostenibili, incluse  sanzioni, all'aggressione russa".

La risoluzione bipartisan sulla crisi ucraina, sottoscritta dalle  forze di maggioranza e da Fratelli d’Italia, che sarà votata sia al Senato che  alla Camera dopo le comunicazioni del premier Mario Draghi, impegna il governo a  “esigere dalle Autorità russe l’immediata cessazione delle operazioni belliche e  il ritiro di tutte le forze militari che illegittimamente occupano il suolo ucraino, ripristinando il rispetto della piena sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina; assicurare sostegno e solidarietà al popolo ucraino e alle sue istituzioni attivando, con le modalità più rapide e tempestive, tutte le azioni necessarie a fornire assistenza umanitaria, finanziaria, economica e di qualsiasi  altra natura, nonché – tenendo costantemente informato il Parlamento e in modo  coordinato con gli altri Paesi europei e alleati – la cessione di apparati e  strumenti militari che consentano all’Ucraina di esercitare il diritto alla  legittima difesa e di proteggere la sua popolazione; – sostenere ogni iniziativa  multilaterale e bilaterale utile ad una de-escalation militare e alla ripresa di  un percorso negoziale tra Kiev e Mosca, anche raccogliendo la disponibilità della  Santa Sede a svolgere un’opera di mediazione; – raccogliere l’aspirazione europea  dell’Ucraina, rafforzando in ogni campo la cooperazione Ue-Ucraina; – attivare un  programma straordinario di accoglienza dei profughi ucraini, coinvolgendo enti  locali e associazionismo, semplificando le procedure per il riconoscimento dello  status di rifugiato, applicando la direttiva europea sulla protezione temporanea  e sostenendo le iniziative della UE per una accoglienza solidale e condivisa;  attivare programmi umanitari per la popolazione ucraina e semplificare le  procedure di utilizzo dei fondi erogati; sostenere in sede europea la ulteriore  sospensione del Patto di stabilità e la istituzione di un fondo europeo  compensativo per gli Stati maggiormente penalizzati dalle sanzioni”.

Nel testo della risoluzione si chiede anche al governo di “provvedere  a misure di sostegno alle imprese per i maggiori oneri derivanti dalla applicazione  di sanzioni, nonché la promozione di accesso a nuovi mercati verso cui indirizzare  esportazioni e investimenti non allocabili sul mercato russo; attivare strategie di  diversificazione degli approvvigionamenti energetici, di investimento sulle energie  rinnovabili e di utilizzo delle sorgenti di energia del Paese, e concorrendo alle  decisioni dell’Ue nella direzione dell’Unione dell’energia; attivare le misure  necessarie a preservare le infrastrutture strategiche del Paese da eventuali  attacchi informatici o di altra natura, anche tenendo conto delle indicazioni  contenute nelle Relazioni del Copasir alle Camere; sostenere l’urgenza di un netto  rafforzamento della Politica estera e di sicurezza comune europea, anche attivando  le riforme procedurali necessarie; mantenere uno stretto e permanente coordinamento  con i Paesi del G7, dell’Alleanza Atlantica e dell’Unione europea, condividendo  iniziative a supporto dell’Ucraina e contromisure efficaci e sostenibili, incluse  sanzioni, all’aggressione russa”.

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