Vertice a tre a Palazzo Chigi: è “Positivo” il clima tra i vicepremier

Vertice a tre a Palazzo Chigi: è “Positivo” il clima tra i vicepremier

Matteo Salvini:"Il Governo va avanti, mai avuto dubbi". Di Maio:"Mi aspetto il si della Lega sul salario minimo". E Conte vuole carta bianca per andare a trattare con l'Ue a Bruxelles inseme a Tria

E’ durato due ore ieri sera a Palazzo Chigi il colloquio tra il premier Conte, Salvini e Di Maio, il primo tra i tre dopo le elezioni europee e a due mesi di distanza dall’ultimo vertice politico. I due vicepremier all’uscita dal Palazzo si danno addirittura la mano, segno quanto mai ora che il clima tra loro sembra sia rasserenato. L’immagine che si percepisce allora è che il sodalizio tra Salvini e Di Maio, dopo la cena con Conte, tiene e rimane in piedi saldamente, almeno per il momento. “Positivo” è l’aggettivo scelto da Salvini e Di Maio per definire il clima di questa riunione. E quando Salvini tornando a casa dice ai cronisti di non aver “mai avuto dubbi” sulla prosecuzione del governo, sembra per ora allontanare i rischi di questa rottura attesa da molti. Più una tregua semmai tra i due vice, in attesa di decisioni nette su come impostare tra l’altro il rapporto con l’Ue, che sul fronte dei conti pubblici impensierisce il presidente del Consiglio. La cena romana è servita di fatto a riavviare un rapporto personale tra premier e i due vice, assai incrinato nelle ultime ore. Salvini e Di Maio sono arrivati al tavolo assai irritati per gli ultimatum fatti nei giorni scorsi dal presidente del Consiglio. Il dialogo tra i tre si riavvia si, ma su come evitare la procedura d’infrazione Ue, restano divergenze e tensioni. Tant’è che con una nota dal Palazzo viene rimarcato: «Sarà necessario un incontro con i tecnici del Mef e il ministro Tria per mettere a punto una strategia da adottare nell’interlocuzione con l’Europa, volta ad evitare una procedura di infrazione per il nostro Paese, e per impostare una manovra economica condivisa». Da qui l’annuncio di un nuovo vertice per reimpostare l’agenda di Governo.

Il negoziato per le nomine in Europa

Infatti mentre il segretario pentastellato Di Maio alla conclusione dell’incontro ha dichiarato:«Al vertice un clima positivo di chi vuole lavorare al massimo per l’Italia. Il primo obiettivo e la priorità in questo momento è abbassare le tasse e lavoreremo per questo», il suo collega Salvini invece affermava:« Tutto bene al vertice. Il governo va avanti? Mai avuto dubbi. Obiettivo comune è evitare l’infrazione garantendo la crescita e il diritto al lavoro. Non ci sarà nessuna manovra correttiva e nessun aumento di tasse». Le dichiarazioni rilasciate dai due vice lasciano così alcune perplessità. Sul tavolo anche la linea dell’Italia nei confronti della Commissione Ue, che ha richiamato il governo a politiche di riduzione del debito e di messa in sicurezza dei conti pubblici. Salvini e Di Maio hanno già messo in chiaro che non intendono farsi dettare l’agenda da Bruxelles. Prudente invece Conte, deciso a trattare con l’Europa in accordo con il ministro dell’Economia Giovanni Tria. E’ certo che nel colloquio a tre si sia discusso sul problema di come affrontare l’Ue e risolvere il problema delle nomine in Europa. Sul rapporto con l’Ue, però, l’interlocuzione ai vertici di governo sembra di nuovo tutta in salita. Tanto che raccontano a caldo fonti ben informate, quando si arriva a discutere su come trattare con Bruxelles, il dialogo si arresta e le posizioni restano invariate: il premier continua a perorare la necessità di fare “tutto il possibile” per “salvare i risparmi degli italiani” da una posizione, che anche da Palazzo Chigi, descrivono come sfavorevole negli equilibri europei. Salvini detta però le sue regole, dicendo subito no a qualsiasi ipotesi di “manovra correttiva e aumento tasse”. Di Maio in questa partita ribadisce che:« Priorità è abbassare le tasse». Ma non si spende sul no alla alla manovra correttiva. Del dossier nomine, secondo fonti ufficiali, non si sarebbe parlato. Ma nella maggioranza si da ormai per prossima la scelta del ministro per gli Affari Ue su sponda leghista, e il nome sarebbe quello di Alberto Bagnai, e resta aperto il nodo del profilo da scegliere come commissario Ue, con Giancarlo Giorgetti che nelle ultime ore sembrerebbe meno convinto a lasciare Palazzo Chigi.

Ultima versione dl sicurezza domani in Cdm e sul salario minimo

«Nel vertice – sottolinea Palazzo Chigi – si è concordato di portare domani in Cdm il decreto sicurezza bis, nella versione da ultimo concordata proprio a ridosso della consultazione elettorale europea. Si è anche concordato di accelerare sulla proposta legislativa sul salario minimo, attualmente in discussione presso la competente commissione al Senato”. Il faccia a faccia di ieri sera era atteso soprattutto perché è un banco di prova per la verifica sullo stato di salute dell’esecutivo, in vista anche del consiglio dei ministri convocato per domani. Tra le fila dei membri dei partiti al Governo e all’opposizione c’è chi rimanda all’eventuale crisi di governo per ora scongiurata, tra fine giugno e inizio luglio, quando alcuni nodi, a partire dalla decisione Ue e dalla Tav, verranno al pettine insieme poi a quello tanto complicato da sciogliere della manovra di bilancio che resta ancora un mistero.

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