
Omicidio Rega, confessa uno dei due americani fermati
Si tratta del ragazzo con i capelli mesciati. Ad inchiodarlo i filmati delle telecamere di sorveglianza nella zona del delitto. Chiarita la dinamica dei fatti. Lunedì i funerali del vice brigadiere
“Sono stato io, l’ho ucciso io”. Ha finalmente confessato Elder Lee, uno dei due giovani americani fermati per l’omicidio del vice brigadiere Mario Cerciello Rega. Dopo quasi 10 ore di interrogatorio nella caserma in via In Selci il ragazzo con i capelli mesciati ha ammesso di essere lui l’autore materiale dell’accoltellamento del carabiniere.
Resta ora da capire il ruolo del secondo giovane americano, Natale Hjorth. Da quanto si apprende, i due avevano fretta di dileguarsi e sarebbero dovuti ripartiti ieri sera per gli Stati Uniti con un volo da Roma. Per questo sono stati fermati, per scongiurare la fuga.
Ad inchiodarli sono stati i filmati delle telecamere di sorveglianza nell’area di Piazza Mastai a Trastevere e dell’hotel vicinissimo al luogo del delitto.
E’ stata anche chiarita la dinamica dei fatti che ha portato alla morte di Rega. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due americani volevano comprare droga da un pusher a piazza Mastai. Quando si sono accorti che gli aveva dato semplice aspirina, lo hanno seguito e gli hanno rubato il borsello per riavere i soldi. Sarebbe stato lo stesso spacciatore, ora ai domiciliari, a contattare i carabinieri, dicendo di aver preso appuntamento con i due statunitensi per la restituzione della borsa. All’orario stabilito i due carabinieri si sono recati in via Pietro Cossa in borghese. Lì hanno incontrato i due ragazzi con i quali è scoppiata una violenta colluttazione, durante la quale il vicebrigadiere è stato colpito con otto coltellate, una al cuore.
I funerali di Mario Cerciello Rega saranno celebrati lunedì alle ore 12 a Somma Vesuviana nella chiesa di Santa Croce, la stessa dove appena un mese e mezzo prima si era celebrato il suo matrimonio.
