Bielorussia: continua la crisi dei migranti al confine con la Polonia

Migliaia di persone sono ancora bloccate nei boschi della frontiera tra i due paesi, dove ormai da mesi cercano di superare il confine ed entrare in Europa. Intanto il presidente bielorusso Lukašenko ha ammesso che l’esercito ha aiutato alcuni migranti a raggiungere la Polonia.

Fonte afp

Negli ultimi mesi decine di migliaia di migranti hanno cercato di raggiungere l’Europa, partendo dal Medioriente e passando per la Bielorussia. Con la chiusura della tratta balcanica in seguito a un accordo tra Europa e Turchia, e con la rotta mediterranea utilizzata principalmente dai migranti dell’Africa, quella al confine tra Bielorussia e Polonia sembra essere l’unica strada rimasta. Nella scorsa primavera Lukašenko ha semplificato le procedure per ottenere visti per altri paesi, come l’Iraq, appaltandole ad agenzie esterne, che proponevano una sorta di “Pacchetto vacanze” nelle chat di Whatsapp e Facebook, rendendo di fatto più facile il viaggio verso l’Europa. Almeno in teoria, visto che poi i migranti rimangono in gran parte bloccati al confine.

Secondo alcuni, come vedremo più avanti, la mossa del presidente bielorusso intende mettere in crisi l’Europa (che da parte sua ha reagito inviando 700mila euro di aiuti, tra cibo, coperte a altri beni, ai migranti), considerata un avversario politico del regime di Lukašenko, ed è solo una risposta alle sanzioni che l’occidente ha imposto alla Bielorussia in questi ultimi mesi. La Polonia, che tra l’altro è uno dei paesi con le regole più severe in materia di immigrazione, rifiuta di far entrare i migranti, molti dei quali sono bloccati in una zona di frontiera tra i villaggi bielorussi di Kuznica e Bruzgi, e ha dichiarato uno stato di emergenza al confine.

Nel momento in cui scriviamo sono circa 4mila le persone bloccate al confine, e negli ultimi giorni ne sono morte 10 per il gelo, tra cui un bambino di un anno.
In questi giorni la situazione è ulteriormente peggiorata, con la Polonia che ha iniziato a utilizzare cannoni ad acqua e gas lacrimogeni per fermare il flusso dei migranti, mentre il Ministero della difesa di Varsavia ha accusato le guardie bielorusse di non essere intervenute quando alcuni migranti avrebbero aggredito dei militari polacchi: “I migranti hanno attaccato i nostri ufficiali con pietre ed hanno cercato di distruggere la recinzione, e sono stati usati lacrimogeni per fermare questa aggressione”. Vista la situazione, la Polonia ha annunciato la costruzione di un muro al confine, che dovrebbe iniziare il mese prossimo.

Aleksandr Lukašenko

Da parte sua, Aleksandr Grigor’evič Lukašenko ha negato di aver semplificato le procedure burocratiche per raggiungere l’Europa, ma ha ammesso che è “Assolutamente possibile” che l’esercito bielorusso abbia aiutato alcuni migranti ad attraversare la zona di confine: “Siamo slavi, abbiamo un cuore. I nostri soldati sanno che i migranti sono diretti in Germania. Magari qualcuno li ha aiutati. Non farò indagini in proposito”.

In tutto ciò il Consiglio Europeo, pochi giorni fa, ha approvato il quinto pacchetto di sanzioni nei confronti di Minsk, anche per evitare che il confine Polonia/Bielorussia si trasformi in un nuovo canale di immigrazione incontrollata verso l’Europa. “Questa decisione riflette la determinazione dell’Unione europea a resistere alla strumentalizzazione dei migranti a fini politici. Stiamo respingendo questa pratica disumana e illegale”, ha infatti spiegato Josep Borrell, Alto rappresentante per gli Affari Esteri per l’UE.

Ma, come accennavamo poco sopra, c’è anche chi vede nella mossa di Lukašenko una manovra per destabilizzare l’Europa. Il primo ad accennarlo fu Mario Draghi, quando affermò che “L’uso dei migranti è diventato uno strumento, diciamo gentilmente, di politica estera”, poi fu il ministro polacco Mateusz Morawiecki a definire la crisi dei migranti al confine con la Bielorussia il “Più grande tentativo di destabilizzare l’Europa. Se non siamo in grado di gestire ora migliaia di migranti, presto ne avremo centinaia di migliaia, milioni che arrivano in Europa” poi, commentando la costruzione del muro “Chiudere il nostro confine è nostro interesse nazionale. Ma qui è in gioco la stabilità e la sicurezza di tutta l’Unione”.

Mateusz Morawiecki

Gli fa eco anche l’ex presidente polacco Lech Walesa: “La Bielorussia cerca di far passare migliaia di profughi per destabilizzare l’Unione Europea. La preoccupazione di Moraviecki è fondata. l’Europa non può accogliere milioni di migranti. Ma il punto è perché tutte queste persone cercano di entrare? Il motivo è che le diseguaglianze tra i popoli sono troppo forti“.

I paesi del G7 (Stati Uniti, Canada, Francia, Giappone, Germania, Regno Unito e Italia) si sono limitati a condannare “L’orchestrazione della migrazione irregolare attraverso i suoi confini. Questi atti insensibili mettono a rischio la vita delle persone” come scritto in una nota nella quale i ministri si dichiarano “Uniti nella nostra solidarietà con la Polonia, la Lituania e la Lettonia, che sono state colpite da questo uso provocatorio della migrazione irregolare come tattica ibrida”.
Un poco più pratica è stata Angela Merkel, che ha contattato telefonicamente Lukašenko, confermando che la questione dovrà essere portata a livello europeo e dichiarandosi pronta a ulteriori contatti in futuro, per risolvere la situazione.

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