Covid-19: niente telelavoro per chi è sprovvisto di Green Pass

Dal 15 ottobre il Green Pass sarà obbligatorio anche per chi lavora a distanza, sia privati che statali. Lo stabilisce una norma contenuta nel nuovo decreto Covid-19.

Le linee guida si trovano in una bozza consegnata dal ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e da quello della Salute, Roberto Speranza.
Non è consentito che il lavoratore permanga nella struttura, anche a fini diversi, o che il medesimo sia adibito a lavoro agile in sostituzione della prestazione non eseguibile in presenza”, si legge sul documento. Diventa quindi impossibile lavorare da remoto senza certificato, perché sarebbe un modo per aggirare l’obbligo di Green Pass: “Non è consentito in alcun modo, in quanto elusivo del predetto obbligo, individuare i lavoratori da adibire al lavoro agile sulla base del mancato possesso di tale certificazione”.

Non sarà sufficiente affermare di possedere la certificazione. I dipendenti dovranno esibirlo a richiesta, e i controlli, a quanto pare, saranno giornalieri. Nel caso in cui il dipendente sia sprovvisto di Green Pass verrà considerato assente ingiustificato, con relativa perdita dei giorni di stipendio.

L’obbligo vale anche per i visitatori: “Autorità politiche, componenti delle giunte e delle assemblee delle autonomie locali e regionali”, con la sola eccezione degli utenti, ovvero “Coloro i quali si recano in un ufficio pubblico per l’erogazione del servizio che l’amministrazione è tenuta a prestare“.

Questa norma è stata studiata per impedire che i dipendenti, anche se perfettamente nelle condizioni di poter lavorare in presenza, sfruttassero il telelavoro come pretesto per non vaccinarsi o avere il Green Pass. Ricordiamo che diritto al telelavoro è previsto fino al 31 ottobre 2021 per i lavoratori fragili ai sensi dell’art. 26 co. 2 bis del decreto-legge n. 18/2020.

Savino Balzano, autore del libro “Contro lo Smart Working” ha così reagito: “Siamo alla follia. Siamo arrivati in una parentesi di pandemia del pensiero, di totale irrazionalità. Questa cosa è contraria alla Costituzione. Il Green Pass è stato inventato come misura per il contenimento della pandemia. Un lavoratore da solo a casa si può contagiare? Sono misure palesemente lesive di quanto previsto nella Costituzione. Questa misura serve per obbligare la gente a vaccinarsi. I giornali sono asserviti e provano a descrivere come normale quello che sta accadendo. Non leggo particolari critiche. Dal 15 ottobre abbiamo questo obbligo sui luoghi da lavoro: adesso stanno scrivendo le linee guida per tale obbligo. Questi dicono che l’obbligo per chi è in Smart Working lo dobbiamo prevedere sennò la gente non si vaccina: dunque è un obbligo surrettizio alla vaccinazione. Questa misura serve a non avere elusioni della disposizione. È una disposizione atta ad introdurre nel nostro Paese un obbligo vaccinale che invece deve essere previsto per legge ai sensi dell’art. 32 della Costituzione. Noi non ci dobbiamo preoccupare dell’elusione del decreto ma dell’elusione del decreto 32 della Costituzione. L’obbligo vaccinale può essere introdotto solamente con una Legge: così stai violando una serie di diritti della Costituzione. E lo dico da vaccinato. Qui stanno sbarrando la strada a chiunque voglia fare una scelta diversa prevista dalla Legge. È evidente il modo in cui stiano introducendo un obbligo surrettizio eludendo la Costituzione. È una sospensione dello stato di diritto, della Costituzione. Io sono anche disposto a parlarne ma introduciamo il tampone gratuito. L’obbligo vaccinale oggi non c’è e chi non si vaccina non sta violando alcuna Legge. Chi viola la Legge è il sistema mediatico che colpevolizza chi fa una scelta diversa ma legale”.

 

 

 

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