Omicidio Luca Sacchi, parla il papà: “Era un ragazzo pulito. Non c’entra nulla con la droga”

Omicidio Luca Sacchi, parla il papà: “Era un ragazzo pulito. Non c’entra nulla con la droga”

Alla conferenza stampa organizzata all'Appia Park Hotel di via Appia Nuova 934 Alfonso Sacchi ribadisce più volte la bontà e la purezza del figlio. Anastasiya? "Per me e mia moglie era una figlia. Se recita allora è la regina di Hollywood"

“Mio figlio Luca era stupendo, cristallino, era un ragazzo pulito. Mia moglie è devastata, forse mio figlio mi sta dando coraggio. Lui aveva tanta voglia di vivere. Non aveva bisogno di soldi, io ho un ristorante, lui non aveva bisogno di niente. Era un ragazzo sincero e forse si fidava troppo degli altri”. A parlare con la voce commossa e rotta dal pianto è Alfonso Sacchi, il padre di Luca, ucciso mercoledì scorso con un colpo di pistola alla nuca davanti al John Cabot, un pub di Roma, nel quartiere Colli Albani. Ad oggi non è ancora stato dato il nulla osta per i funerali da parte dell’autorità giudiziaria.

Con lui, alla conferenza stampa organizzata all’Appia Park Hotel di via Appia Nuova 934, periferia della Capitale, ci sono i suoi legali Paolo Salice e Armida Decina, che hanno ancora una volta sottolineato la distanza presa dalla famiglia da Anastasiya, la ragazza di Luca presente al momento del delitto e in attesa di essere riascoltata dagli inquirenti. “Allo stato non vi sono elementi certi per screditare la versione di Anastasiya la quale, peraltro, ha scelto di affidarsi a un altro legale – ha sottolineato Salice. – Al momento dalle carte in nostro possesso non possiamo sbilanciarci sulla sua posizione. Attendiamo lo sviluppo delle indagini per far luce il prima possibile su quanto accaduto quella tragica notte”.

Meno lucido il papà della vittima che spera con tutto il cuore che la fidanzata di suo figlio non c’entri nulla con tutta questa vicenda. “A Luca dissi ‘Se le vuoi bene è come se fosse nostra figlia’. Se lei recita così bene allora è la regina di Hollywood. Per me è una brava ragazza, cosa deve fare un genitore? Spero sia sincera o aggiungerebbe dolore su altro dolore”. Secondo il racconto di Sacchi è da qualche giorno che i genitori di Luca non vedono la baby sitter ucraina. “Anastasiya è venuta a casa e io l’ho abbracciata, le ho dato coraggio e abbiamo pianto tutti insieme – ha continuato il signor Alfonso. – Ha dormito da noi una notte e poi non si è vista più. Ci sono stati solo contatti telefonici”.

Il papà del 24enne sottolinea più volte, durante il colloquio con i giornalisti, la bontà del figlio ed il fatto che si fidava di lui. “Sui suoi amici non indagavo perché mi fidavo di mio figlio – ha proseguito. – Luca era uno sportivo e non andava in giro né con la droga né con armi in tasca. Era un salutista. Gli dava fastidio anche che Anastasiya fumasse la sigaretta elettronica e lei aveva smesso”. La sera della sua morte Luca gli ha dato un bacio e gli ha detto che gli voleva bene.

La vicenda, che secondo gli inquirenti ha a che fare con la droga, è molto più complessa di quella che sembrava all’inizio ed ancora sono molti i punti da chiarire. “Qualcuno sta mentendo, è sicuro – hanno sottolineano i legali della famiglia Sacchi. – Noi speriamo che Anastasiya non c’entri nulla, che abbia detto la verità. Quello che chiediamo è che non venga accostata la famiglia Sacchi, né Luca, con la vicenda della droga. E ovviamente, quando sarà possibile, ci costituiremo parte civile”.

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