Quirinale: oggi la seconda votazione. Il Centrodestra propone alcuni nomi

Dopo la fumata nera di ieri, con 672 schede bianche, alle 15 inizierà la seconda votazione per l’elezione del Presidente della Repubblica. Mentre i leader continuano i dialoghi tra i leader dei vari partiti per trovare un nome adatto, il Centrodestra propone una rosa di candidati.

Le probabilità che oggi si arrivi a un risultato sono basse, considerando la complessità dei colloqui in corso, le complicazioni logistiche e burocratiche causate dalle restrizioni contro la pandemia, e la quantità di candidati, papabili o meno, che continuano ad emergere dai vari partiti. Il problema principale è la mancanza di un candidato eleggibile con la maggioranza prevista dei tre terzi. Insomma, non si trova nessuno che possa accontentare un po’ tutti gli schieramenti.

Ieri non si è arrivati a un accordo, con 672 schede bianche e 49 nulle, e solo in tre hanno ottenuto un pugno di voti (insufficienti): Paolo Maddalena, con 36 voti, Sergio Mattarella-bis, con 16 voti, e in ultimo Marta Cartabia, che ne ha ottenuto solo 9.

Visto lo scrutinio nullo, il Centrodestra, in una riunione prevista per le 16 di oggi, proverà a proporre una terna di candidati, tra i quali probabilmente ci saranno Maria Elisabetta Casellati, Letizia Moratti, Marcello Pera e Giulio Tremonti. Anche se Matteo Salvini teme teme rifiuti immotivati da parte della Sinistra: “Noi non abbiamo ancora proposto i nomi e arrivano i no preventivi. I nomi che proporremo non penso abbiano nemmeno una tessera di partito in tasca. Non andiamo a proporre il Prodi di turno ma persone di spessore vorremmo quantomeno discuterne senza che nessuno dicesse questo ‘no questo no’ senza neanche sapere”.

In questi giorni sono stati fatti molti altri nomi, oltre ai 12 candidati iniziali. Ad esempio Elisabetta Belloni, il cui ruolo a capo dei servizi segreti (dove venne messa dallo stesso Draghi) dovrebbe però rappresentare quantomeno un ostacolo alla candidatura.
Ci sarebbe, è vero, anche il discorso di un eventuale Mario Draghi al Quirinale, ma si teme che un simile risultato possa portare poi a elezioni anticipate oltre a interrompere, o almeno a rimandare, tutti i lavori in sospeso per la ripresa economica dell’Italia, non ultimo il Pnrr. Tra l’altro, secondo Salvini, l’impasse sulla candidatura di Draghi è causata anche dalla mancanza di garanzie per il Paese, nel caso in cui il Banchiere dovesse diventare Presidente della Repubblica.

Una prospettiva che ha spinto il Centrodestra, e persino il M5S, a valutare alternative a Draghi. Da qui la preoccupazione degli ambienti di Sinistra: “Il mio ruolo è proteggere Mario Draghi ed è assolutamente importante averlo nelle istituzioni del Paese” ha dichiarato il segretario del Pd Enrico Letta, che tra l’altro considera il Banchiere come “Un asset straordinario” per il Paese.


In molti premono affinché i 1009 Grandi elettori giungano presto a un accordo, a causa della situazione in Italia in particolare, con l’attuale, pessima gestione burocratica, sociale e sanitaria della pandemia, e in Europa in generale, dove la situazione tra l’UE, la NATO, l’Ucraina e la Russia diventa sempre più delicata. Lo stesso Letta chiede un “Profilo atlantico” per il prossimo Presidente della Repubblica”.

 

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