
Umbria, nel caos dei concorsi pubblici pilotati si dimette la presidente della Regione Catiuscia Marini
"Mi dimetto per essere libera di difendermi", ha spiegato la governatrice. Dalla sua parte Nicola Zingaretti. Ora la guida della Regione passa al vicepresidente Fabio Paparelli
Si è dimessa la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini del Partito democratico (la foto è di Repubblica). La decisione è arrivata dopo un lungo confronto con il neo commissario del Pd umbro Walter Verini. La governatrice è indagata dalla Procura di Perugia per presunte irregolarità riscontrate in alcuni concorsi pubblici banditi per assumere nuovo personale in ambito ospedaliero. Secondo gli inquirenti gli undici concorsi, finiti sotto inchiesta, sarebbero stati pilotati ma la Marini ha sempre ribadito la sua totale estraneità ai fatti. E lo ha fatto anche nella lettera al presidente del Consiglio regionale umbro, dove ha comunicato la sua decisione di lasciare il suo attuale incarico. “Io sono una persona perbene, per me la politica è sempre stata fare l’interesse generale, da sindaco della mia città, da europarlamentare, e in questi anni da presidente di Regione – ha scritto. – Quello che sta accadendo non solo mi addolora, ma mi sconvolge e sono sicura che ne uscirò personalmente a testa alta, perché, credetemi, io non ho niente a che fare con pratiche di esercizio del potere che non siano rispettose delle regole e della trasparenza, rifuggendo sempre da consorterie e gruppi di potere”. E poi ha aggiunto: “Le istituzioni vengono prima delle persone che le guidano e non possono avere ombre che rafforzerebbero il già difficile rapporto di fiducia con i cittadini. Ritengo doloroso, ma giusto, rassegnare ora le mie dimissioni da presidente della Regione Umbria, perché ritengo di tutelare così l’istituzione che ho avuto l’onore di guidare, salvaguardare l’immagine della mia regione e della mia comunità e al tempo stesso avere la libertà di dimostrare la mia correttezza come persona e come amministratore pubblico”.
Dalla sua parte si è schierato il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti. “Voglio ringraziare Catiuscia Marini che con le sue dimissioni ha scelto di mettere al primo posto il bene della sua Regione – ha commentato. – Catiuscia in questi anni è stata al servizio delle istituzioni e dell’interesse generale e ha garantito all’Umbria sviluppo e qualità della vita e dei servizi. E’ stata una guida apprezzata per i suoi territori e benvoluta dalla sua comunità. Ora, sebbene in presenza di un’indagine che è ancora allo stato preliminare, ha scelto con responsabilità di fare un passo indietro proprio allo scopo di evitare imbarazzi e strumentalizzazioni per la sua Umbria. Da garantisti aspetteremo che la giustizia faccia il suo corso prima di emettere giudizi definitivi. Spero lo facciano tutti”.
Dal Movimento Cinque Stelle arriva invece un duro attacco proprio al capo del Pd, colpevole di non aver saputo tenere il punto. “Dopo averlo sollecitato per giorni, Zingaretti non ha avuto nemmeno il coraggio di mandarla a casa – ha scritto alla Camera il gruppo grillino. – E alla fine la Marini, messa all’angolo, si è dovuta dimettere. Felici? No, siamo delusi da questa vecchia politica che giorno dopo giorno prova a spacciarsi come il nuovo ma rimane sempre la stessa: attaccata agli interessi personali e affaristici, sacrificando il merito e i diritti dei cittadini. Non basta cambiare l’abito del Pd per spacciarlo come nuovo. Stiamo ripulendo il sistema da queste mele marce”.
La rinuncia all’incarico della Marini dovrà ora passare al vaglio dell’Assemblea legislativa che potrà accettarla o respingerla. Nel frattempo a guidare l’Umbria sarà il vicepresidente Fabio Paparelli, anche lui del Pd.
